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48 ore a... Mumbai, la capitale del cinema e della moda indiana

48 ore a… Mumbai, la capitale del cinema e della moda indiana

Con ambiti quartieri costieri, brulicanti mercati, Bollywood e la più importante piazza finanziaria nazionale, Bombay – ribattezzata Mumbai dalla toponomastica nazionalista – è la città più ricca e dinamica dell’India. La capitale di cinema, moda, tessile, gioielleria, cosmetica, musica, tivù, pubblicità, medicina e outsourcing (fornitura di servizi amministrativi a Paesi terzi).

E al visitatore si propone con attrazioni culturali e architettoniche: dagli edifici coloniali a Colaba e al Fort, ai templi della comunità Parsi, fino ad alcuni dei più importanti musei del Paese.

 

PRIMO GIORNO

MATTINO

La visita inizia a Colaba, era il regno della Compagnia delle Indie Orientali, che aveva gli uffici nei palazzi sul lungomare.

Il simbolo del quartiere è il Gateway of India, l’arco di trionfo eretto nel 1911, davanti al Taj Mahal Hotel, in occasione della visita di re Giorgio V: la spianata su cui appoggia è il principale luogo d’incontro cittadino. É il quartiere preferito dai turisti stranieri che alloggiano in edifici coloniali trasformati in hotel e fanno shopping tra negozi e banchetti d’artigianato di Colaba Causeway.

 Dal Gateway of India  parte il traghetto per la vicina Elephanta Island: ospita quattro templi votati a Shiva scavati nella roccia tra 450 e 750 d.C.

 

PRANZO

Majestic (Colaba Causeway) è il più frequentato ristorante vegetariano del quartiere con thali (riso e chapati con 5 verdure speziate e yogurt) a un euro.

Mumbai, Victoria Station (foto Marco Moretti)

 

POMERIGGIO

Colaba confina col Fort, dove sorgeva la cittadella militare inglese, un quartiere dall’impronta architettonica e urbanistica britannica.

Il primo incontro è col  
Prince of Wales Museum
, costruito in stile indosaraceno tra 1905 e 1923 in Wellington Circle: miniature Moghul, dipinti, reperti archeologici e storia naturale dell’India. La vicina Jehangir Art Gallery
(MG Road) ospita mostre di artisti indiani contemporanei.

Da qui si raggiunge Horniman Circle, la rotonda è dominata dalla Flora Fountain, nei suoi pressi ci sono i templi zoroastri dei Parsi, The Mint (la zecca del 1829), The Town Hall (ex Municipio del 1833, oggi sede della biblioteca della Royal Asiatic Society) e la Old Customs House (dogana del 1720).

Mumbai, Campus e High Court (foto Marco Moretti)

Non meno monumentale il campus – votato al cricket – chiuso tra l’università neogotica con la biblioteca dominata dalla Rajabai Clock Tower, l’High Court in antico stile inglese, la settecentesca Cattedrale di Saint Thomas e la monumentale stazione ferroviaria di Churchgate, costruita nel 1888 da Frederick William Stevens.

Neogotica anche l’altra grande stazione del Fort, Victoria Terminus.

 

CENA

Khyber (145 MG Road, Fort, www.

khyberrestaurant.com): ambientato in un edificio Moghul, è il più rinomato ristorante di cucina dell’India del Nord con piatti Punjabi, Biriyani e Kashmiri.

Mumbai, Crawford Market (foto Marco Moretti)

 

SECONDO GIORNO

MATTINO

Bombay vanta una straordinaria infilata di bazar dove s’acquistano merci e artigianato provenienti da tutta l’India. S’inizia dal Crawford Market, la struttura neogotica coperta in cui si vendono alimentari, spezie, tè, chutney, paglie e vasellame.

Da qui, imboccata Sheikh Memon Street, s’incontra il mercato delle stoffe, poi il bazar dei profumieri. Dopo la moschea s’entra nel Javeri
, il quartiere dei gioiellieri con botteghe di argenti antichi (cavigliere, orecchini, anelli, collane), pietre dure e arte orafa.

Mumbai, moschea (foto Marco Moretti)

All’altezza del tempio indù si trovano negozi di addobbi e arte sacra con incensi e manifesti anche adesivi di divinità induiste. Il bazar continua tra tessile a basso costo, casalinghi, cartolai, merciai.

Fino al Chor bazar
, il “mercato dei ladri”, in realtà dell’usato, dove il ciarpame si mescola a mobili coloniali, monili rajasthani, sculture indù, rami, lampade e specchi. Termina di fronte a Falkland Road, la famosa via della prostituzione, dove la regista Mira Nair ambientò il film Salaam Bombay
.

 

POMERIGGIO

E l’ora di scoprire Marina Drive, il quartiere costiero che va dal business district di Nariman Point a Malabar Hill, attraverso la Chowpatty Beach, la più frequentata spiaggia di Bombay animata da indovini, mangiatori di fuoco e contorsionisti. Malabar Hill, un tempo residenza dell’aristocrazia coloniale inglese, oggi è la zona più esclusiva di Mumbai.

In una delle ville coloniali, oggi abitate da star di Bollywood, nel 1865 nacque lo scrittore Rudyard Kipling, l’autore di Kim
e di Il Libro della giungla
. Il Raj Bhavan, l’ex quartiere generale del British Raj, ospita il governatore del Maharashtra.

Mentre i mercanti jainisti pregano nel tempio in marmo bianco di Ridge Road. I Parsi celebrano i loro riti funebri nelle Torri del Silenzio, sulla cui sommità i corpi dei defunti sono dati in pasto ai corvi.

E le coppie di innamorati passeggiano negli Hanging Gardens, i giardini pensili creati nel 1881 in cima ai serbatoi della rete idrica.

Mumbai, Malabar Hill, Hanging Gardens (foto Marco Moretti)

 

CENA

Cercate di essere a Colaba alle 19, quando impazza il suo mercatino di abiti, artigianato, bigiotteria, profumi, cd di bangra e dvd di Bollywood.

Per cena andate al Delhi Durbar
(Colaba Causeway): piatti Moghul, Punjabi e  Parsi; si gusta il dhansak
, il piatto tradizionale degli zoroastri, uno stufato di agnello con lenticchie, oltre pollo o pesce tandoori e curry di carne o vegetariani cucinati con le spezie intere.

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