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7 ski resort eco-sostenibili

7 ski resort eco-sostenibili

Vacanze green. Turismo sostenibile.

Ospitalità a impatto zero. Ecco quali sono i trend di viaggio di cui sentiremo parlare nel 2019: a dirlo è anche Booking, secondo una cui ricerca, quasi l’86% dei viaggiatori sarebbe disposto a impiegare parte del proprio tempo durante il viaggio in attività che controbilancino l’impatto ambientale del proprio soggiorno.

In Italia, in particolare, il 2019 sarà l’anno del Turismo Lento promosso dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, iniziativa il cui obiettivo è quello di far conoscere le eccellenze del territorio attraverso un approccio dolce e rispettoso, che crei valore mentre si riduce ai minimi termini l’impatto sugli ecosistemi.

Quale migliore occasione allora per iniziare l’anno nuovo se non con un weekend sulla neve perfettamente sostenibile? Di seguito vi suggeriamo 7 mete sciistiche tra le più green del pianeta, perché anche se i ricordi delle vacanze di Natale sono ancora freschi, questa vacanza lo facciamo per una buona causa, quindi non conta vero?

1.

Kaprun, Austria

Con il suo 100% di snow-reliabilty per un periodo che va dai primi giorni di ottobre fino all’inizio di giugno compreso, Kaprun, nel salisburghese, e in particolare il complesso sciistico del ghiacciaio del Kitzsteinhorn, costituiscono la meta ideale per una fuga invernale (e non solo, appunto.) Discese famose come la Black Mamba (pendenza 63% per dire), fuoripista per temerari (nella massima sicurezza) ma anche ristoranti e cinema panoramici (letteralmente in cima al ghiacciaio, a 3029 m sopra il livello del mare) il tutto sempre nel massimo rispetto dell’ambiente.

A Kaprun tutti gli impianti si alimentano infatti attraverso energie rinnovabili, solare compresa, e l’utilizzo delle automobili come mezzo di trasporto è fortemente scoraggiato. Come? Grazie ad un efficientissimo servizio di navette che opera in tutta la regione e grazie alla recente apertura della prima parte della 3K Connection, una funivia che permetterà a tutti gli utenti di raggiungere liberamente (e senza togliersi gli sci) il cuore degli impianti del Ghiacciaio direttamente dal villaggio di Kaprun.

Niente più scuse (anche per chi la pigrizia l’ha nel DNA.)

2.

Saas Fee, Svizzera

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22 impianti di risalita, 100 km di discese innevate, un ristorante con vista a 360°, una pista di bob con 55 gradi di pendenza: Saas Fee è soprannominata perla delle Alpi e non c’è bisogno di spiegare il perché.

Praticamente incontaminata e letteralmente situata ai piedi di ben tredici “Quattromila”, il comprensorio sciistico più famoso del Canton Vallese ha conquistato negli anni anche il titolo di uno dei più green al mondo, basti pensare che già nel 1951 diventava car-free: avanguardia pura. Nel 1996 seguì diventando la regione pilota per progetto “Alliance in the Alps” per la sostenibilità e nel 2002 ricevette il premio di Energy Town per gli incredibili sforzi nel campo delle energie pulite (tutta l’elettricità, inclusa quella che alimenta gli impianti, è ottenuta infatti da fonti idroelettriche locali.

) L’ultima sfida? Quella alle polveri. Sono stati recentemente installati infatti circa 250 forni a legna anti-particolato e la località è sulla buona strada per diventare la prima comunità senza polveri nelle Alpi europee.

Saas Fee never stops.

3.

Avoriaz, Francia

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Dalla sua parte, Avoriaz, complesso sciistico dell’Alta Savoia, ha un primato importante: quello di essere l’unico resort completamente pedonale di Francia.

All’interno del paese infatti non si può circolare con le automobili dal giorno della stessa fondazione, il che ha reso Avoriaz una destinazione nata direttamente sulle piste da sci. Altre misure ecofriendly nel villaggio di certo poi non mancano e includono motoslitte elettriche, edifici conformi all’HQE (alta qualità ambientale), illuminazione efficiente e processi di approvvigionamento sostenibile nei quali viene data preferenza ai prodotti riciclati.

Dal 2011 il parco acquatico tropicale di Aquariaz e moltissimi dei resort godono poi di riscaldamento e acqua calda prodotta da una centrale a doppia energia e anche per la neve artificiale l’uso di acqua è stato notevolmente ridotto. Per una vacanza ancora più ecofriendly optate per il Residence L’Amara, certificato Clef Verte 2018 e riconosciuto universalmente per il suoi alti standard di rispetto nei confronti dell’ambiente.

4. San Martino, Italia

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Ai piedi delle Pale di San Martino (senza dubbio una delle formazioni rocciose più belle delle Dolomiti, patrimonio UNESCO of course e seconda in bellezza forse solo alle Tre Cime) sorge, immerso nel verde (e nel bianco nei mesi invernali), il complesso sciistico di San Martino di Castrozza-Passo Rolle, dichiarato da Legambiente comprensorio 100% rinnovabile. Con impianti di risalita totalmente alimentati da energia pulita e mezzi battipista a bassa emissione inquinante, i quasi 60 km di piste di San Martino sono il paradiso di sciatori ecofriendly grazie soprattutto al progetto Green Way Primiero che promuove uno stile di vita sostenibile e attento al rispetto dell’ambiente (dentro e fuori le piste.

) Per entrare adottare pienamente la filosofia della località, raggiungetela con un’auto elettrica oppure ibrida e fate il pieno di energia gratuitamente presso le colonnine di ricarica pubblica.

5.

Wolf Creek, Colorado

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Una stazione sciistica completamente alimentata ad energia solare, senza alcun tipo di emissione di carbonio, è possibile sì, ma sono a Wolf Creek in Colorado.

Con i suoi quasi (invidiatissimi) 300 giorni di sole l’anno infatti, la Svizzera d’america, è il primo stato a poter vantare un comprensorio sciistico 100% green, grazie anche ai 25 acri di terreno destinati a pannelli solari. Finita qui? Certo che no.

Perché a Wolf Creek i gatti delle neve vanno ad olio di semi d’uva biodegradabile (quante ne sanno questi americani.) Con una superficie immensa, una stagione lunghissima (dagli inizi di novembre fino a primavera inoltrata) e i quasi 400 cm di neve stagionali (che battono nettamente la media dello stato) Wolf Creek scala la vetta delle mete per il winter break da manuale posizionandosi senza dubbio al primo posto.

Aspen che?

6. Carezza, Italia

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Sci verde in un paesaggio bianchissimo: è lo slogan di Carezza, comprensorio sciistico nel cuore delle Dolomiti, ai piedi dei massicci del Catinaccio e del Latemar, dove da qualche anno l’attenzione è tutta rivolta all’ecosostenibilità. Da accortezze come lo spegnimento degli impianti quando l’afflusso di sciatori è basso alle modalità più verdi per la produzione della neve fresca, dall’eliminazione dell’inquinamento acustico attraverso l’offerta di navette fino alla riduzione dello spreco di carburante da parte dei gatti delle nevi grazie alle tecnologie GPS, l’area di Carezza ha conquistato nel tempo il titolo di comprensorio sciistico più verde dell’Alto Adige.

Come se non bastasse, recentemente si è poi unita alla svizzera Arosa dando vita al progetto zone sciistiche climatiche alpine, una serie di misure pilota per il risparmio energetico e la produzione di energia rinnovabile. Godetevi l’Après Ski in una delle zone più soleggiate di tutto l’Alto Adige: postate, bicchieri e piatti biodegradabili (ci mancherebbe).

7. Arêches-Beaufort, Francia

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Situato nel cuore della regione della Savoie Mont Blanc, sui pendii francesi delle Alpi Graie, il resort di Arêches-Beaufort offre senza dubbio con le sue distese innevate (e incontaminate) alcuni tra i paesaggi più emozionanti dell’arco alpino francese. Primo comune a firmare la Mountain Resorts Sustainable Development Charter, oggi la località francese si distingue per l’ineguagliabile attenzione per la sostenibilità.

Oltre all’utilizzo di energia 100% rinnovabile, ad Arêches-Beaufort sono state introdotte diverse soluzioni anche per quanto riguarda per esempio la neve artificiale (realizzata solo con le acque a impatto zero della diga di Roselen) o la promozione del trasporto pubblico (prendendo il treno per recarsi ad Albertville dove parte lo shuttle per il complesso ad esempio lo ski pass è in omaggio.) Insomma per i vostri weekend bianchi (e verdi) Arêches-Beaufort ovvero la destinazione preferita per le vacanze di Hubert Beuve-Méry (il fondatore del quotidiano Le Monde) è decisamente una garanzia.

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