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A Roma donne in consolle per imparare a fare rete

A Roma donne in consolle per imparare a fare rete

Metti una sera davanti a una consolle: strumento familiare per alcuni, per altri un oggetto tanto esoterico quanto affascinante. Unisce passione per la musica e voglia di fare rete il corso gratuito di djing per donne promosso da Filtro Independent Music Coworking, spazio polifunzionale nel quartiere romano del Pigneto (via Macerata, 54) e il collettivo Female Cut.

Il progetto, nato da un’intuizione della dj Georgia Lee, si articola in quattro lezioni della durata di tre ore tenute da un team di professionisti (oltre all’ideatrice, Miz Kiara, Lady Maru e Manuel Rotondo). La serie di moduli base (le classi a numero chiuso partiranno a febbraio, prenotazioni su info@filtropigneto.

it o al numero 393.9492583) è pensata come introduzione (dai piatti ai software fino agli strumenti digitali) per testare la propria attitudine e familiarizzare con questa forma di espressione artistica sia sul piano tecnico sia della cultura musicale.

Per il lancio, il 18 gennaio, Filtro ospiterà un evento di presentazione aperto a tutte e tutti: dall’ora dell’aperitivo e fino a sera con Georgia Lee e Miz Kiara in consolle. «Da artista e fondatrice di una scuola per dj e produttori, dato che la scena del clubbing è ancora poco popolata da donne ho pensato di realizzare qualcosa per avvicinarle a questo mondo e formare nuove leve con uno sguardo alle nuove generazioni», spiega Georgia Lee.

Empowerment femminile

Il taglio del progetto, propedeutico all’acquisizione di nuove competenze, vuole offrire alle partecipanti non solo la possibilità di sperimentare in ambiti diversi da quelli praticati di solito, ma anche di ricevere nuovi stimoli grazie all’interazione con altre donne. Un percorso che si muove su più livelli: laboratorio di empowerment femminile e potenziale incubatore di nuove professionalità spendibili – perché no – in ambito lavorativo: come opportunità di reinventarsi o come seconda attività da affiancare a quella principale.

Tanto più in un mercato con un alto tasso di precarietà, nel quale le donne spesso rischiano di ritrovarsi disoccupate e senza un piano B. Da qui, la voglia di mettere in campo know-how, esperienza, amore per il djing trasformandoli in strumenti di coesione e motivazione reciproca.

Oltre la logica dell’inner circle, con un’apertura a profili eclettici, provenienti da altri mondi, per arricchire il patrimonio comune costruito attraverso la condivisione e lo scambio di esperienze.

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