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Al Keller in coro contro la violenza con "Tutti sul palco per tutte ...

Al Keller in coro contro la violenza con “Tutti sul palco per tutte …

La musica unisce le persone. Ha la capacità di aggregare ed è proprio quando si fa gruppo che diventa più facile trasmettere idee, condividere progetti e concretizzare gli obiettivi che ci si prefigge.

Per questo, la nuova associazione “Tutti in campo per tutte onlus” organizza una serata speciale dedicata alle proprie finalità, ossia sensibilizzare sulla violenza sulle donne, sui minori e in ogni forma, fisica o psicologica, ma anche su tutto ciò che ne consegue come le difficoltà a re-integrarsi da parte di chi la subisce. Inoltre, il sodalizio chiede la diffusione dell’educazione emotiva a cominciare dalle scuole ed è attivo nella promozione di un’autentica parità contro le discriminazioni di genere in ogni ambito: in quest’ottica rientra una delle sue battaglie, ossia quella del riconoscimento professionale sportivo di tutte le donne, che sono considerate dilettanti.

L’iniziativa, intitolata “Tutti sul palco per tutte”, si svolgerà giovedì 7 dicembre alle 22 al Keller Factory di Curno. Il programma propone un concerto delle Rocket Queens, tributo ai Guns ‘n Roses e a seguire dj-set con LaNera Miss T. Con la band costituita da 7 artiste rock, cinque delle quali testimonial dell’associazione, e con due dj donne alla console, dunque, sarà un palco tutto al femminile.

Nel corso della serata, inoltre, avrà luogo un flah-mob per dire no alla violenza, si ai diritti, si al riconoscimento professionale sportivo di tutte le donne e si alla vita. Sarà un’occasione per conoscere di persona il gruppo e le sue finalità.

Viviana Mascolo, presidente di “Tutti in campo per tutte onlus” spiega: “L’associazione nasce per scendere in campo, non per stare semplicemente a guardare e nemmeno solamente per protestare attraverso link o racconti, ma per portare in campo le difficoltà delle persone che subiscono violenze in ogni forma, quelle fisiche ma anche quelle psicologiche e tutto ciò che ne consegue, come le difficoltà nella reintegrazione e di reinserimento nel lavoro, nella società e nello svolgimento delle attività della vita di ogni giorno. Con le nostre iniziative, inviteremo a mettere al centro i fattori psicologici ed emotivi, che sono molto importanti, ma anche a porre l’attenzione su piccole e grandi ingiustizie che si verificano nella vita di ogni giorno ai danni di chi è più fragile. Inoltre, ci battiamo affinchè tutte le atlete possano ottenere il riconoscimento sportivo. Infatti, anche se svolgono attività sportiva professionistica, le donne non sono ancora riconosciute come tali e vengono considerate dilettanti. C’è un’enorme arretratezza, prima di tutto a livello culturale, che poi ha ripercussioni in ogni ambito della nostra società: basti pensare che solo ora si è giunti al sostegno economico della maternità per le atlete che hanno un figlio durante la loro carriera sportiva”.

Proprio lo sport in rosa è stato protagonista della prima iniziativa dell’associazione, un torneo di calcio femminile che si è giocato a Robbiate (LC) il giugno scorso. Mascolo evidenzia: “È stato un ottimo inizio, molto sentito e partecipato. Abbiamo pensato di organizzare una manifestazione sportiva perchè lo sport aggrega, si pratica in gruppo e i cambiamenti avvengono principalmente quando si sta insieme agli altri. Inoltre, il calcio generalmente suscita un notevole richiamo: da sempre riesce ad attrarre e a catturare l’attenzione di tutti e anche chi non è appassionato di pallone è a conoscenza delle novità che lo riguardano. Quando si parla di sport femminile, nell’immaginario collettivo solitamente si pensa solo alla pallavolo, ma ci sono tante altre discipline che vorremmo mettere in evidenza. Ad esempio, ultimamente sta avendo maggior visibilità il calcio femminile, anche se c’è ancora molto da fare: per rendere l’idea, il 28 novembre la nazionale italiana di calcio femminile ha vinto una partita importante per le qualificazioni ai mondiali ma la Rai non l’ha mandata in onda, non è stata data alcuna rilevanza a questo evento ed è stato possibile vederla solo in streaming sulla pagina Facebook della federazione. Oltre al calcio, poi, ci sono tante altri sport da valorizzare come il basket e il rugby, ai quali viene data considerazione a livello maschile ma a livello femminile sono poco calcolati nonostante coinvolgano un buon pubblico e tante atlete che vi si dedicano con passione. Organizzeremo, quindi, tornei per mettere in rilievo questi sport”.

Partendo dalla pratica sportiva, eventi musicali o iniziative aggregative, l’associazione guarda a una progettualità più ampia. Viviana Mascolo dichiara: “Vorremmo far sì che dallo sport parta un cambiamento più generale, un’attività di sensibilizzazione volta alla diffusione dell’educazione emotiva, che oggi manca. Il nostro obiettivo è diffonderla ovunque, a cominciare dalle scuole e per questo, attiveremo una raccolta fondi. Inoltre, siamo impegnati nella creazione di collaborazioni con gli istituti scolastici per sensibilizzare i ragazzi. Credo molto nei giovani e sono convinta che possano dare tanto e siamo riusciti già a coinvolgere molte giovanissime e giovanissimi”.

L’obiettivo è costruire una cultura più attenta a chi si trova in una condizione di fragilità. La presidente Viviana Mascolo conclude: “Ritengo che sia particolarmente importante creare codici univoci che possano essere subito compresi dalle persone e più efficaci psicologicamente. Ad esempio, l’altro giorno sono stata aggredita per una rapina e mi sono accorta che nonostante gridassi ‘aiuto’ la gente non interveniva e i carabinieri mi hanno consigliati che in caso di emergenza per facilitare l’azione di aiuto è più utile urlare ‘al fuoco’, espressione da adoperare in caso di grave necessità. Un codice analogo è stato introdotto nella città svizzera di Winterthur dove in una serie di bar, club e discoteche basta formulare la domanda ‘C’è Luisa?’ per comunicare che si sta chiedendo soccorso per uscire da una situazione a rischio di molestie e penso che anche in Italia sarebbe utile individuare un’espressione da utilizzare in situazioni simili”.

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