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Al via la fashion week maschile: Capasa: «Meno sfilate di Parigi, ma Milano guarda avanti»

Al via la fashion week maschile: Capasa: «Meno sfilate di Parigi, ma Milano guarda avanti»

Parte la settimana della moda maschile e a Milano e il mondo del menswear sembra voler correre molto più veloce di quanto può far pensare il calendario: un long week end fatto di 27 sfilate, con alcuni assenti come Palm Angels (volato a New York) e Giorgio Armani, che sarà protagonista di uno show co-ed a febbraio e Jil Sander che sfila a Parigi, dove invece i défilé organizzati sono 55, spalmati su sei giorni pieni.

«Le fashion week non si misurano più in termini di numero di sfilate», minimizza il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, parlando in difesa di Milano Moda Uomo in un’intervista pubblicata sul numero di Fashion in edicola. «Una fashion week – precisa – è un successo quando vince la scommessa della contemporaneità e sono convinto che a questa edizione saranno lanciati molti messaggi».

A dare il calcio di inizio al calendario delle sfilate sarà, come ormai da qualche stagione, Ermenegildo Zegna con uno show kolossal all’interno della Stazione Centrale di Milano. Sabato 12, invece, i riflettori saranno puntati su via Savona, dove Versace sfilerà in Italia per la prima volta dopo la cessione della maggioranza a Carpi Holding.

Da registrare anche il ritorno di due nomi molto familiari per Milano e le sfilate, ma che da un po’ mancavano all’appello: Brioni, che dopo una parentesi parigina torna in città e presenta domani la nuova collezione nella showroom di via Passarella, e John Richmond, che domenica sfila in via Vigevano.

Anche le nuove generazioni calcheranno le passerelle di Milano: la Camera Nazionale della Moda ha investito molto sui talenti in erba sostenendo molti di loro nella realizzazione dei loro eventi. Molto attese sono la sfilata M1992, che inaugura i nuovi spazi dell’Hotel Principe di Savoia, lo stilista cinese ma milanese di adozione Miaoran, il marchio United Standard.

Non mancheranno i debutti: Magliano, Numero 00, Danilo Paura e Vìen (nella foto, una preview della collezione) sono tra i marchi che presenteranno per la prima volta le loro collezioni a Milano. Tra le new entry ce n’è anche una che riguarda la moda femminile: quello della linea Be Blumarine, il progetto di Blufin firmato da Mirko Fontana e Diego Marquez, stilisti di Au Jour le Jour.

«Ma il vero valore aggiunto della manifestazione – ha aggiunto Capasa nel lungo botta e risposta pubblicato su Fashion – arriva da tutte le maison, che con le loro sfilate dimostrano che la moda non deve solo registrare quello che succede, ma reagire e proporre una visione del futuro. Non c’è bisogno di essere “disruptive”, basta l’effetto sorpresa».

«Le fashion week, con il loro timing, continuano a funzionare – continua Capasa – perché rispondono alle necessità industriali del settore, ma sono i riti intorno alle sfilate che devono rinnovarsi. Che si tratti di un buyer o di un giornalista, chi viene invitato alle sfilate è stufo di vedersi assegnare sempre lo stesso sitting, nella stessa sala sfilata. Scegliere location originali e diverse, stagione dopo stagione, è una delle nuove regole del gioco, così come la fluidità degli appuntamenti».

Durante la fashion week la città sarà animata anche da feste, cocktail e serate, con ospiti vip e super model (tra i più attesi ci sono Anwar Hadid, il fratello della top model Gigi e Lennon Gallagher, figlio di Patsy Kensit e di Liam Gallagher, leader degli Oasis).

Tra i party da non mancare, quello di inaugurazione offerto dalla Camera della Moda, The Elevator to the future e quello di Neil Barrett che celebrerà i suoi primi 20 anni di carriera. A chiudere, lunedì 14 gennaio, il Gucci Hub ospiterà Mdlsx, uno spettacolo teatrale di Silvia Calderoni con la compagnia Motus.

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