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Allarme in Irlanda e Inghilterra - l'Adige

Allarme in Irlanda e Inghilterra – l’Adige

L’uragano Ophelia minaccia l’Irlanda e l’Inghilterra, che dovrebbero finire nella sua traiettoria domenica sera mettendo in pericolo sia la popolazione che gli edifici. 

È l’allarme lanciato dalla climatologa Marina Baldi dell’Ibimet-Cnr secondo la quale è questo lo scenario che si prospetta “se l’intensità e la direzione dell’uragano saranno confermate”.

“Ora si trova a Sud-Ovest delle Azzorre, in pieno Oceano Atlantico. La velocità è abbastanza modesta, 6 km/h, ma i venti che porta con sè, pari a 140 km/h, sono abbastanza sostenuti”.

Venti forti, precipitazioni intense e onde anomale sono i principali pericoli dell’uragano Ophelia per Irlanda e Inghilterra, “essendo questi Paesi abbastanza bassi rispetto al livello del mare“: di conseguenza, precisa Baldi, “sono da prevedere allagamenti e danni sia alle cose che alle persone”. Ophelia sfiorerà solamente, invece, l’Europa mediterranea: in particolare sabato sera lambirà il Nord-Ovest di Spagna e Portogallo, senza però costituire una minaccia per le popolazioni. L’uragano, che è di categoria 1 in una scala di crescente intensità da 1 a 5, “si è formato – ricorda la climatologa dell’Ibimet-Cnr – nella stessa area dell’Oceano Atlantico tropicale dove hanno avuto origine i devastanti Irna, Maria ed Harvey, di categoria 5, che erano accompagnati da venti oltre i 200 km/h. Al momento Ophelia si trova a Sud-Ovest delle Azzorre, in pieno Oceano Atlantico, e si sta muovendo in direzione Nord-Est”.

Non è la prima volta che un uragano investe, sia pure marginalmente, il Vecchio Continente. “I casi più recenti – aggiunge la climatologa dell’Ibimet-Cnr – sono quelli dell’uragano Bertha, che nel 2014 provocò danni in Irlanda, Inghilterra e nel Nord della Francia, mentre nel 2011 fu la volta di un’altra Ophelia che colpì l’Europa Occidentale”. Nel 2006, poi, ricorda Baldi, “ci fu Gordon, che sfiorò le coste dell’Inghilterra. Ricordiamo poi diversi casi sulle coste della Francia negli anni ’80. In Scozia nel ’66 poi ci furono delle tempeste tropicali” (come era Ophelia prima di trasformarsi in uragano).

Ophelia è il decimo uragano della stagione Atlantica del 2017, raggiungendo un record stagionale che era imbattuto dal 1893, secondo Phil Klotzback, esperto di tempeste della Colorado State University. Ora si trova a circa 1.195 chilometri a sudovest delle Azzorre e procede verso l’Europa a una velocità di circa 5 chilometri l’ora con venti che soffiano a un massimo di circa 135 chilometri l’ora. L’istituto degli uragani di Miami avverte che ci sono rischi per le terre emerse che Ophelia incontrerà sul suo cammino. La Spagna finora è stata raggiunta da due tempeste tropicali: una nel 1842 e l’altra nel 2005, dall’uragano Vince, che si placò però subito prima.

Weekend tardo-estivi con temperature massime di oltre 25 gradi, zero termico a oltre 4000 metri, marcate escursioni termiche con la notte: a ‘esaltare’ gli effetti del potente anticiclone che ingloberà gran parte d’Europa sarà l’uragano Ophelia, attualmente in pieno Atlantico, che nel weekend dovrebbe raggiungere l’Europa. In particolare sabato dovrebbe arrivare sulle Azzorre e sabato sera sull’Irlanda.

Secondo il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara, la traiettoria di Ophelia richiamerà venti molto caldi dal Nord Africa sull’Europa, con temperature in gran parte sopra la media del periodo, se non addirittura quasi estive. “Il super anticiclone – spiega . interesserà in pieno anche l’Italia, portando tempo stabile e soleggiato fatta eccezione per qualche nebbia o nube bassa durante le ore più fredde su Valpadana, Liguria e versanti tirrenici. Le temperature saranno inoltre in costante aumento, portandosi ben oltre le medie del periodo”.

In particolare nel fine settimana le massime, precisa, “raggiungeranno diffusamente i 24-25 gradi, ma con punte anche superiori su tirreniche e Isole Maggiori, su valori dunque da inizio settembre. Farà caldo anche in montagna, con valori prossimi ai 18-20 gradi fin verso i 1000-1500m e zero termico diurno oltre i 4000m, come in piena estate. Attenzione alle marcate escursioni termiche con la notte, quando le temperature minime potranno comunque scendere sotto i 12-13 gradi sulle aree interne specie del Centronord”.

La situazione di “stallo anticiclonico”, conclude l’esperto di 3bmeteo.com, “terrà lontane le piovose perturbazioni autunnali dall’Italia per almeno altri 7-8 giorni, prolungando la fase mediamente siccitosa e oltremodo calda (rispetto al periodo), che negli ultimi anni sta diventando sempre più preponderante salvo rare eccezioni, come lo scorso settembre”.

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