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Amare il proprio nascituro senza amare l’essere incinte? Si può

Amare il proprio nascituro senza amare l’essere incinte? Si può

Per numerose donne, la gravidanza è una prova da attraversare. A partire da tutti i sintomi sgradevoli che l’accompagnano fino allo stress crescente di sapere se si porta in grembo un essere magari malato o disabile, passando talvolta per i penosi di parenti e amici.

Parecchie mamme amano i figli ma non l’essere incinte. Come tenere botta e affrontare questi sentimenti negativi senza sentirsi in colpa?

Talvolta la gravidanza non ha nulla a che vedere con la visione idealizzata che si ama coltivarne: e così numerose donne si sentono in colpa, malgrado la gioia e la benedizione dell’attesa del figlio, per il fatto che non amano la gravidanza.

Come quelle che ammettono di non aver fatto salti di gioia quando hanno visto le fatidiche due barrette stamparsi sul test di gravidanza. O ancora quelle che si colpevolizzano per il fatto che non si sentono traboccare d’affetto per il neonato.

Eppure questi sentimenti sono tutti normali. Molte donne li conoscono.

Allora, come gestirli? E come attraversare queste difficoltà il più serenamente possibile?

Avere aspettative realistiche

Il tempo della gravidanza e quello che segue il parto sono momenti molto forti sul piano fisico, oltre che su quello emotivo: gli ormoni femminili sono in ebollizione. La donna che li attraversa non può pensare di viverli come vivrebbe altre circostanze più “normali” della vita.

Non esistono due gravidanze uguali, anche per una medesima donna che ne attraversa più di una nella vita. È possibile che vostra sorella o vostra madre abbiano avuto meno difficoltà di voi, che si siano adattate alla gravidanza più facilmente.

Potete reagire in modi differenti. Alcune avranno bisogno di restare a letto fino al parto, altre soffriranno di anemia o arriveranno al parto prima del termine.

Queste complicazioni possono semplicemente impedire di continuare a condurre la vita di prima. E non è la fine del mondo.

Darsi il tempo di adattarsi

Diventare madri è uno dei più grandi cambiamenti che si possa vivere, che sia la prima o la quinta volta! Se alcune donne si adattano facilmente, altre hanno bisogno di più tempo. Il tempo di adattamento di una futura madre alla sua maternità è influenzato da numerosi fattori, tra i quali contano in particolare la vostra propria salute, il vostro temperamento, il sostegno di quelli che vi stanno attorno… Aver bisogno di tempo per adattarsi a un tale cambiamento di vita non è un segno di debolezza.

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Vale lo stesso per i sentimenti che una puerpera può provare per il neonato.

Alcune si sentiranno immediatamente legate al loro bambino, mentre altre avranno bisogno di più tempo. Ogni relazione madre-figlio è differente.

Non sentire niente, o quasi, non significa che una madre non amerà il suo bambino o che sia una cattiva madre. Significa piuttosto che avrà bisogno di più tempo per ritrovarsi nel suo nuovo ruolo.

Ricordarsi sempre che l’amore è una scelta

Testimonianze di donne sulla loro depressione post partum mostrano che si può amare follemente il proprio figlio malgrado quella prova e il senso di colpa che l’accompagna. In particolare, è essenziale non ridurre l’amore a un sentimento: l’amore è una scelta.

Non sembra più facile amare una persona quando si sente dell’affetto per lei? Eppure questo non si traduce necessariamente nel vero amore. L’amore, come c’insegna l’esempio di Cristo, sceglie di soffrire per la salvezza dell’amato.

E talvolta la sofferenza è grande. Ecco perché l’amore di una madre non può ridursi a un sentimento particolare.

Si traduce invece in un impegno quotidiano a prendersi cura del bambino e proteggerlo: quell’amore che la spinge ad alzarsi di notte per nutrirlo o per cambiarlo. L’amore è scegliere di diventare incinte, senza ignorare gli effetti collaterali fastidiosi della gravidanza e del parto, l’amore nel sacrificio quotidiano della maternità.

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Quando non provate per il vostro bambino quello che immaginavate, ricordatevi: l’amore è più che un sentimento.

L’amore è la scelta quotidiana di prendersi cura del vostro bambino, nato o nascituro. L’amore è essere costanti anche quando è difficile.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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