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Aruba, l'isola felice. Gastronomia, musica e venti diverse etnie

Aruba, l’isola felice. Gastronomia, musica e venti diverse etnie

Anche Aruba ha il suo mese della ristorazione. Proprio così, nella piccola isola olandese del Mar dei Caraibi si è svolta la terza edizione di un’iniziativa dedicata all’enogastronomia. Dunque per tutti coloro che fino a ieri avevano di Aruba soltanto l’idea dell’omonimo sito internet di vendite online, sappiano che invece è una dinamica, e molto vivace, isola delle Piccole Antille. I Caraibi, quale meta più ambita, per il suo sole, le spiagge, i sorrisi, la fiesta.  

 

La doppia anima
 

Quest’isola, conosciuta anche come One Happy Island, ha una doppia anima: se da un lato fa parte del circuito caraibico colorato ed esuberante, con il carnevale che dura un mese e con Venezuela e Colombia ad una manciata di chilometri, dall’altra ha un sistema economico-politico ben diverso. Mentre i cugini venezuelani vivono la guerra civile, Aruba, che è nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi, ha le sfaccettature del Caribe, ma con un governo di stampo più europeo che latinoamericano.  

Un piccolo scrigno (180 km quadrati per circa centosettemila abitanti) in grado di raggruppare un mare di culture che nel corso della sua storia l’hanno modellata e caratterizzata fino a ciò che è oggi: conta ben 90 nazionalità diverse e l’influenza di amerindi, latini ed europei si ritrova in ogni aspetto: nel viso delle persone, nei nomi delle strade, nelle quattro lingue parlate correntemente (l’ufficiale è il papiamento), nella musica e soprattutto nella cucina.  

 

Papiamento. Un’autentica casa padronale della famiglia Ellis, 175 anni di storia, che porta il nome della lingua ufficiale
 

 

Mix di etnie
 

Questo mix di etnie convive ancora oggi ad Aruba e definisce la sua proposta locale: i piatti tipici sono il risultato di influenze sud americane, europee e caraibiche. Ebbene, che la si scelga per le sue acque limpide, le distese di sabbia bianca o la media di 28 gradi durante tutto l’anno, anche qui la cucina può avere la sua rilevanza.  

La Aruba Restaurant Month ha aperto le porte di oltre 50 ristoranti che hanno proposto ai loro clienti i piatti tipici della tradizione locale a prezzi vantaggiosi (da 15 a 40 dollari). Un modo per incuriosire turisti e arubani a vivere un excursus gastronomico fatto di profumi e cultura saporita. 

 

Pesce fresco
 

La cucina presente sull’isola va dalla creola all’asiatica, passando per la peruviana, l’italiana e l’europea in generale. Ad accomunarle tutte è il pesce, fresco e pescato quotidianamente lungo le coste caraibiche, tutto il resto (l’85%) dei prodotti alimentari viene importato. Ma per capire meglio quale sia oggi lo stato dell’arte ho visitato i ristoranti di Urvin Croes, chef del White Modern Cuisine e del The Kitchen Table by White (quest’ultimo offre la formula del tavolo in condivisione, oggi in voga in Europa). Probabilmente il cuoco più preparato dell’isola che vanta molti anni di formazione tra insegne europee di rilievo, colui che offre la proposta più innovativa (e valida) di Aruba.  

 

Keshi Yena. Il piatto esemplare di Aruba , esempio di due nazionalità che si intrecciano in uno sformato dove lo stufato spagnolo di carne si completa con la presenza di formaggio olandese
 

 

 

Racconta che la cucina dell’isola proviene da decine di culture differenti e il piatto esemplare è il Keshi Yena, esempio di due nazionalità che si intrecciano in uno sformato dove lo stufato spagnolo di carne si completa con la presenza di formaggio olandese. Ma non solo, tra le ricette locali appaiono il pan bati (pancake di farina di grano), il carni stoba (stufato di manzo), il frikandel (carne fritta), e numerose altre ricette a base di carne (e polenta portata dagli italiani) che hanno sempre contraddistinto la dieta delle famiglie locali. Chi vive qui, infatti, mangia meno pesce rispetto a quanto si possa immaginare, wahoo, dentici, lampuga e barracuda vengono consumati più dai turisti, tanto da non esistere ristorante privo di un menù proveniente dal mare.  

 

Cocktail e casinò
 

Il Papiamento per esempio è un’autentica casa padronale della famiglia Ellis, con ben 175 anni di storia, adibita a ristorante nei suoi lussureggianti giardini tropicali, dove serve i migliori piatti marini dell’isola: il faraonico misto di frutti di mare alla Eduardo, il mahi-mahi e le aragoste cucinati su pietra ne sono la prova. Gli indirizzi tra cui scegliere sono davvero numerosi e per ogni gusto, i vini del nuovo e vecchio mondo convivono con i cocktail tropicali, tutto sembra essere in abbondanza rapportato alle dimensioni del luogo, basti pensare ai 23 casinò presenti o agli innumerevoli resort sulle spiagge. Le coppie passeggiano al tramonto e le famiglie americane si rigenerano. Non è difficile decifrare l’aspetto turistico di Aruba, ma come ogni realtà caraibica ha un’anima intensa che può essere vissuta in modo diverso da ognuno. 

 

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