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Avvelenamento da tallio: passati al setaccio i condizionatori

Avvelenamento da tallio: passati al setaccio i condizionatori

Continuano le indagini per scoprire la causa dell’avvelenamento da tallio che ha colpito la famiglia Del Zotto. In attesa degli esiti dell’autopsia sui corpi di Giovanni Battista e Patrizia, morti entrambi per colpa del potente veleno, gli inquirenti stanno setacciando tutte le piste.

Oggi, i Carabinieri di Latisana hanno prelevato i filtri di un condizionatore e un deumidificatore della casa di Santa Marizza di Varmo. I due apparecchi – posizionati al piano terra della villetta di via Thanner – durante le vacanze della famiglia sono stati in funzione per gran parte della giornata. La speranza è che dalle analisi possa emergere un’eventuale traccia di avvelenamento per inalazione.

La pista più quotata, però, rimane quella del contagio per ingerimento. E il topicida, trovato ai piani alti della casa, resta in cima alla lista degli indiziati.

Dopo i funerali delle due vittime, martedì a Nova Milanese, gli altri familiari sono ancora ricoverati in ospedale a Desio. La più grave è la moglie di Del Zotto, Gioia Maria Pittana, di 86 anni, mentre sta rispondendo in maniera positiva alle terapie l’altra figlia, Laura, di 58 anni. Parametri stabili anche per la badante della famiglia, Serafina Pogliani, di 49 anni, e per il marito di Patrizia, Enrico Ronchi, 64 anni, che grazie a un ‘permesso speciale’ aveva potuto prendere parte alle esequie.

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