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Bulle costringono una 13enne a leccare le scarpe ea subire percosse ed umiliazioni. La scuola tace

Bulle costringono una 13enne a leccare le scarpe ea subire percosse ed umiliazioni. La scuola tace

Ennesima storia di bullismo: la vittima è una 13enne britannica, Holly Lavell. La ragazza in seguito a numerosi atti di bullismo di cui è stata vittima si è confidata con la madre, Taryn. Venuta a conoscenza di quello che la figlia era costretta a subire, la mamma si è rivolta all’istituto scolastico per denunciare l’accaduto.

La risposta della scuola ha sconvolto la donna. A tutte le 30 denunce di bullismo, la risposta è stata “non facciamo nulla e lasciamo che la cosa si risolva da sola“.

Le violenze subite

Il gruppetto che ha preso di mira la 13enne si divertiva a filmare e pubblicare sui social i video delle angherie che la ragazzina era costretta a subire. Tra le numerose violenze ed aggressioni fisiche messe in atto, era previsto che la ragazzina fosse umiliata fino al punto di farle leccare le loro scarpe: in più, le hanno bruciato la cravatta, e l’additavano come una persona affetta dalla “rabbia” (alla stregua di un cane).

Nell’ultimo video pubblicato, si vede una delle bulle colpire Holly ed immediatamente dopo si sente l’ordine “leccami le scarpe, se ti rifiuti ti prendo a pugni e ti spezzo un braccio“. Dopo quel video, la ragazza ha continuato ad avere degli incubi notturni e non è più stata la stessa.

Taryn racconta di fare fatica a vedere i video, e si dichiara esausta dall’atteggiamento della scuola, perciò ha deciso di denunciare i fatti all’autorità affinché venga fatto qualcosa per il bullismo. La donna ha deciso di portare via la figlia da quella scuola, e di non mandarla mai più all’interno di quell’istituto, ma ritiene che la situazione e l’atteggiamento della scuola debbano essere resi pubblici affinché la gente possa fare le proprie valutazioni.

La ragazza è visibilmente provata da quanto subito, e rifiuta l’ingresso in qualunque scuola. La madre dichiara “Neanche io riesco a vedere quei video, i ragazzi finiscono per uccidersi per cose come queste“.

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