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Che bello il Made in Italy

Che bello il Made in Italy

Il mercato cosmetico italiano è in buona salute. Al termine del 2018, come indica Cosmetica Italia, l’associazione dell’industria del settore, il fatturato delle imprese ha superato gli 11.200 milioni di euro con una crescita superiore ai due punti percentuali. A fronte di una crescita dell’1,3% sul mercato interno, l’export esibisce performance migliori. L’esportazione di prodotti cosmetici Made in Italy, seppure segnata da un rallentamento rispetto agli anni scorsi, ha registrato nel 2018 un incremento del 3,6%, sostenuto soprattutto dalle aziende che producono conto terzi, che ricavano ormai l’80% del loro fatturato dall’estero. Trend migliore rispetto all’andamento del mercato nel suo complesso per i prodotti a connotazione naturale, che hanno raggiunto i 1.100 milioni di euro con una crescita di circa cinque punti percentuali e una quota sul totale del fatturato cosmetico prossima al 10%. In particolare, si registrano buone performance (+2%) per i prodotti per la cura del viso, che rappresentano la principale categoria del settore con oltre il 17% del mercato a valore (1.455 milioni di euro). Importanti investimenti di prodotto e di comunicazione hanno mutato le abitudini quotidiane del pubblico femminile, soprattutto dei segmenti più giovani, con maggiori acquisti di creme nel canale profumeria (+2,7%). Tra i segmenti più dinamici, quello delle maschere e dei prodotti esfolianti (+20,1%), ma anche quello degli anti-età (il più importante, con un valore pari quasi alla metà del mercato specifico), che ha messo a segno una crescita dell’1,8%.

Profumo di vendite

Dopo la timida ripresa avvenuta lo scorso anno, torna a crescere anche la profumeria alcolica: +4% per le fragranze femminili e +4,5% per quelle maschili. Il trend più che positivo è stato generato dai consumi nelle nuove formule distributive, come i magazzini che vendono prodotti per casa e toeletta, ma non solo, in quanto anche il canale profumeria, attraverso il quale vengono veicolati i due terzi del mercato, ha registrato una buona crescita (+3,7%). Andamento positivo per i prodotti per il trucco, che hanno mantenuto le buone performance degli ultimi sei anni, grazie soprattutto alla distribuzione monomarca e ai corner presenti a livello mass market. Bene il trucco viso (fondotinta e fard), +2,2%, il trucco occhi (ombretti e mascara), +1,5% e il trucco labbra (rossetti e lucidalabbra), +2,4%. Addirittura, ottima la crescita dei cofanetti trucco: +16,3%. Subiscono invece un lieve calo gli smalti per unghie con un -0,6%. D’altro canto si registra una contrazione per il segmento dedicato alla cura del corpo, la seconda famiglia di consumo nelle abitudini degli italiani con il 16,3% sul totale delle vendite per un valore pari a 1.378 milioni di euro. A sorpresa, nonostante tutte le campagne informative sui danni derivanti dall’esposizione al sole e le condizioni climatiche favorevoli, quella dei solari è stata tra le categorie che hanno registrato il calo maggiore (-3,1%), ma il decremento ha colpito anche gli anticellulite (-0,8%) e soprattutto gli anti-età per il corpo (-4,8%). In ripresa, come avviene da due esercizi, il consumo di deodoranti con una crescita di quasi un punto percentuale. Stabile il mercato dei prodotti per l’igiene, con i dentifrici addirittura in calo (-1,4%) e in leggera contrazione quello dei prodotti per capelli con andamento molto diverso tra shampoo (+0,9%) e balsami (+4,7%) e coloranti (-2,8%).

L’avanzata dell’e-commerce

Le vendite in Italia, per un totale di oltre 10 miliardi di euro, sono state veicolate per il 41% dalla grande distribuzione, ma nel 2018, pur con una cifra ancora decisamente contenuta (il 4% dell’intero mercato), è stato l’e-commerce a rivelare la maggiore dinamicità con una crescita del 22%. Andamento piatto per i canali specializzati (farmacia, istituti di bellezza, erboristeria e saloni di acconciature) in cui spicca, dopo anni di sofferenza, l’andamento positivo della profumeria (+1,5%). Negli anni gli acquisti on line così come quelli presso i negozi monomarca (entrambi derivano dalla scelta di alcune aziende di accorciare la filiera distributiva), i nuovi magazzini casa e toeletta e le erboristerie hanno eroso costantemente quote di mercato ai canali tradizionali, sottraendo in 10 anni quasi due punti percentuali al mass market e quasi sei alla profumeria.

Il bello del Made in Italy

Per quanto concerne i mercati esteri, l’industria cosmetica italiana ribadisce la propria reputazione nel mondo evidenziando e confermando i punti di forza del settore: gli investimenti nell’innovazione, la qualità del prodotto e la qualificazione unita alla formazione del personale, elementi che consentono la tenuta e la competitività sui mercati. È quello francese, dove vengono marchiati coni loghi più famosi del lusso, il primo mercato dei cosmetici Made in Italy, in particolare di quelli prodotti conto terzi, cioè polveri e creme che trovano in Lombardia uno dei distretti produttivi più importanti del mondo. Da gennaio a novembre 2018 in Francia abbiamo esportato cosmetici per 567 milioni di euro con una crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Hanno fatto seguito Germania e Stati Uniti, dove si sono avuti incrementi rispettivamente del 6,9% e del 21,3%. Ottimi i risultati su Hong Kong, che con 225 milioni di euro e un sesto posto nella classifica top ten si rivela un mercato di grande interesse con una crescita del 24,2%. Incremento a doppia cifra anche per Cina (tredicesimo posto in classifica con +14,3%) e Canada (ventesimo posto con +19,2%). In contrazione, Polonia (-2,4%), Emirati Arabi Uniti (-5,4%) e Russia (-6,9%), che insieme pesano, a valore, il 9% del totale dell’export cosmetico italiano e registrano variazioni negative per il “rimbalzo” di curve di precedenti crescite accelerate. Entrando nel merito delle famiglie di prodotto, la profumeria alcolica mantiene il primato a valore superando il miliardo di euro (+4,3%). Seguono, sempre con ottime performance, i trucchi e i prodotti per il corpo, rispettivamente con 884 (+4,0%) e 876 milioni di euro (+7,0%), ma i risultati più interessanti verso l’estero nel 2018 si sono ottenuti con i deodoranti con +33%. Tra le aziende italiane più importanti del settore, Sodalis (Bionike, Biopoint, Deborah, Tesori d’Oriente, Lycia, Vidal, ecc.), Manetti Roberts, Euroitalia (fragranze Versace, Moschino e Missoni), Alfaparf (estetica professionale) e Mirato (Clinians, Intesa, Malizia, ecc.).

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