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Codacons, estendere il divieto di fumo in tutte le spiagge

Codacons, estendere il divieto di fumo in tutte le spiagge

Tempi duri per i fumatori. Il divieto di fumare sulle spiagge dovrebbe essere un provvedimento nazionale in quanto tutela la salute pubblica.

E’ quanto afferma il Codacons commentando l’annuncio di Lampedusa e Linosa di consentire di fumare solamente in apposite aree dotate di posacenere. “Lampedusa e Linosa – scrivono in una nota – solo solamente due degli ultimi esempi della diffusione delle “no smoking beach” sul territorio italiano.

Ormai sempre più comuni hanno dichiarato guerra al fumo in spiaggia, per ultimi, infatti, gli esempi di Sassari e di Savona, che hanno proibito il fumo in spiaggia sanzionando duramente i trasgressori”. Un provvedimento necessario, secondo il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori che “deve essere diffuso nelle spiagge di tutta Italia, al fine di tutelare la salute pubblica della collettività”.

Di qui l’appello: “Ci rivolgeremo al Ministero dell’Ambiente chiedendo un provvedimento di portata nazionale che normi e vieti espressamente il fumo sulle spiagge italiane”. Al mondo si contano oltre 1 miliardo di fumatori, che fumano circa 6 mila miliardi di sigarette all’anno; quindi, in media, ogni fumatore consuma circa 6.5 kg/anno di tabacco, con consumo medio di 1.600 sigarette l’anno.

Dal 1970 il consumo di tabacco è cresciuto del 67%, anche in tutto il Mondo Industrializzato. Il nuovo obiettivo dei produttori di sigarette rimane il mercato cinese, dove 300 milioni di fumatori consumano 1.880 miliardi di sigarette l’anno. Un fumatore su quattro e’ cinese e il numero dei tabagisti in Cina sta aumentando costantemente.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette sono la causa del 20% delle morti nei Paesi sviluppati, oltre ad essere causa del 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare, il 20-25% degli malanni cardiovascolari. Ogni anno nel mondo perdono la vita circa 3.000.000 di persona a causa del fumo.

Nei prossimi anni si consoliderà il trend nella caduta del consumo di tabacco nei paesi occidentali, cui farà riscontro un notevole aumento della diffusione del fumo nei paesi in via di sviluppo che costituiranno per anni un mercato di enormi proporzioni. Non è finita. Adesso la sigaretta elettronica è risultata legata a maggior rischio di malattie cardiovascolari, depressione e ansia: più precisamente, chi le usa ha un rischio del 55% maggiore di infarto, del 30% maggiore di ictus e un rischio doppio di depressione e ansia.

È il risultato di un lavoro che ha coinvolto oltre 96 mila persone nel complesso, presentato poco tempo fa, al 68/imo meeting scientifico dell’American College of Cardiology da Mohinder Vindhyal, della University of Kansas School of Medicine che spiega: “fino ad ora non si sapeva molto sugli eventi cardiovascolari relativo all’uso di sigarette elettroniche.

Questi dati sono un vero e proprio campanello dall’allarme e dovrebbero stimolare una maggiore consapevolezza nei confronti delle sigarette elettroniche”.”Quando il rischio di attacco di cuore aumenta del 55% tra coloro che usano le sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori – afferma Vindhyal – non vorrei che nessuno dei miei pazienti e dei miei familiari le fumasse. Abbiamo anche visto che indipendentemente dalla frequenza d’uso, quotidiana o più sporadica, chi le fuma resta sempre a maggior rischio cardiovascolare”.

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