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Da Cesena "no" a smartphone e tablet per i bambini sotto i 2 anni

Da Cesena “no” a smartphone e tablet per i bambini sotto i 2 anni

CESENA. No a smartphone e tablet per i bambini sotto i due anni o almeno cercare di farne un uso limitato ed appropriato. Questo è almeno quanto si può sintetizzare della lunga ed interessante tavola rotonda “All’asilo con il cellulare?”, organizzata da Psichedigitale, all’interno del Festival della salute digitale, ieri mattina nell’aula magna della Malatestiana.

L’evento conclusivo del Festival aveva riunito attorno ad un unico tavolo esperti, neuropsichiatri, psicologi, pedagogisti e pediatri per parlare di un tema del tutto nuovo, i rischi ed i benefici che i device elettronici possono avere sui piccolissimi dai zero ai 12 anni e soprattutto fornire alcune direttive per le famiglie e gli insegnanti su come affrontare il fenomeno.

Sì perché, come ha spiegato Francesco Rasponi di Psichedigitale, fin dalla nascita «Al loro arrivo a casa sono circondati dagli schermi ed è importante porre l’attenzione sugli aspetti precoci dell’utilizzo di queste tecnologie. Spesso i genitori poi le usano come ciucci elettronici, per far stare buoni i bambini, e stanno nascendo nuovi bisogni».

Aspetti che ha sottolineato anche Manuela Montanari, pedagogista e dirigente dell’asilo nido Fenicotteri di Cervia, che ha raccontato come nei colloqui d’inserimento dei piccoli, molti genitori dicono che «Se il bimbo non ha il tablet non mangia, ma poi all’asilo in un giorno o due il piccolo impara a stare seduto a tavola senza dispositivo. In questa fascia d’età lo strumento elettronico non deve essere una barriera alla cura, non deve sostituire la relazione di cura, il problema non è lo strumento in sé ma come viene utilizzato».

Sollecitazione emersa anche da Paolo Ercolani, filosofo e docente all’università Carlo Bo di Urbino, che ha parlato degli effetti sulla formazione dell’identità nei ragazzi e della comparsa ai nostri tempi di «un grande fenomeno di narcisismo».

Sull’importanza della relazione umana anche da punto di vista dell’apprendimento ha insistito Francesco Ciotti neuropsichiatra. Dei rischi reali di un errato utilizzo dei device, ma soprattutto precoce, ha parlato il pediatra Franco Mazzini, rischi quali la possibilità di sviluppare sovrappeso ed obesità, ritardi nel linguaggio, disturbi cognitivi e disturbi del sonno.

«La Società italiana di pediatria ha fornito delle linee guida per una sana e corretta gestione degli smartphone, come il dare il buon esempio come genitore, limitandone l’uso quando si è assieme, evitare di usarli a tavola, limitarne il tempo, evitandone l’uso sotto ai due anni, scegliere programmi, videogiochi ed app di qualità adatte all’età, ma soprattutto trasmettere e condividere coi propri figli il piacere di altre attività».

Antonella Brunelli dell’Asl Romagna ha poi anticipato che l’argomento dell’uso dei tablet e smartphone nei piccoli sarà introdotto entro l’anno nei corsi di preparazione al parto. Giulia Giansiracusa e Sabrina Lattes invece raccontato il loro progetto “Narrativi digitali”.

Giuseppe Di Pellegrino, professore del dipartimento di Psicologia dell’Unibo e direttore del Centri studi e ricerche in neuroscienze di Cesena, ha parlato di un «Momento di cambiamento radicale, che avrà implicazioni anche sul cervello umano. Come tutti i cambiamenti anche questo ci fa paura ma ci sono aspetti positivi e rischi. Dobbiamo chiederci perché il bimbo vuole lo strumento, perché questi strumenti attivano delle aree del cervello deposte al piacere. Sono oggetti potenzialmente pericolosi, perché possono creare dipendenza».

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