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Dalle bomboniere al Pronto soccorso

Dalle bomboniere al Pronto soccorso

La storia di Gennaro Spiezia, infermiere laureato a 50 anni

Dalle bomboniere al Pronto soccorso

A 47 anni il lavoro passa da full-time a part-time. Il fratello Sergio lo iscrive a sua insaputa al test di Infermieristica. Nel 2015 la laurea con l’unica docente che lo ha bocciato. È coautore di un Manuale di Infermieristica

Nelle difficoltà, rimboccarsi le maniche e ripartire. E pazienza se la carta d’identità dice inequivocabilmente che sei più vicino ai cinquanta che ai venti.    Devi ripartire perché te lo chiede la famiglia che hai creato nel tempo. Devi ripartire perché te lo impone quella famiglia d’origine che conosce i tuoi sogni e confida nelle tue capacità. È un’araba fenice Gennaro Spiezia che, ripartendo dalle ceneri, si è messo in discussione ed è tornato tra i banchi. Dall’oggi al domani, lui, informatico in un’azienda di bomboniere e articoli da regalo, vede il suo contratto di lavoro passare da full-time a part-time. Era il 2012. Gennaro, classe 1965, di anni ne aveva 47. La scossa arriva da Sergio, suo fratello minore, all’epoca specializzando di Medicina Interna. A sua insaputa lo iscrive ai test di ammissione al Corso di Laurea di Infermieristica, alla Federico II: “mi pagò anche la tassa. Lo venni a sapere in prossimità delle vacanze. Gli dissi: ‘Sergio, come ti è venuto in mente?’. Mi rispose che era un’occasione che non potevo perdere. Andai a fare il test convinto di non superarlo, invece…”. Invece passò 15 giorni “legato alla sedia. Rispolverai concetti su tutte le materie scientifiche”. Definisce “una mazzata” l’esito positivo: “pensavo fosse difficile coniugare lo studio al lavoro”. A quel punto entra in scena la famiglia che Gennaro ha messo in piedi: “nello stesso anno mio figlio passò i test a Medicina. Tornavo a casa da lavoro e lo vedevo studiare. Pensai: ‘possibile che un ragazzo studia così tanto e io, che ho la responsabilità di portare avanti la famiglia di cui lui fa parte, non debba impegnarmi?’. Così, nonostante la stanchezza, mi mettevo sui libri. È stato impegnativo, ma…

L’articolo continua sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola dall’8 marzo (n. 4/2019)
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