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Dress You Can: a wardrobe to share - Vogue.it

Dress You Can: a wardrobe to share – Vogue.it

Sembra quasi il motto di Obama, ma con l’aggiunta della componente moda. Puoi permettertelo! Dress You can. Che sia un abito da sera di ottima fattura, una scarpa firmata o una clutch particolare: nello store di corso di Porta Ticinese angolo via Gian Giacomo Mora a Milano, puoi provare tutto quello che vuoi e scegliere quel capo che forse non avresti mai acquistato perché ti serve proprio solo per un’occasione speciale. Qui te lo noleggiano per tre giorni.
Caterina Maestro ed Elena Battaglia sono le ideatrici di questa start up, nata a fine 2014, che ha ricevuto l’IT4Fashion Innovation Award 2018 e che punta tutto sull’economia circolare, su un’attitudine più responsabile  al consumo e quindi a una moda very sustainable.

«L’idea iniziale, mi raccontano, era quella di creare un luogo fisico e un sito web per condividere il proprio guardaroba, per ampliare il classico sharing tra amiche a un pubblico molto più ampio». Ma non poteva bastare. Il business plan parlava chiaro: c’era bisogno di revenue più alte per arrivare a break even. Così le imprenditrici si sono inventate un modello che funziona davvero. Sì, se c’è qualche privato che vuole mettere a disposizione il suo guardaroba di qualità, lo può fare. Ma loro fanno ricerca in tutto il mondo, per individuare capi esclusivi da proporre alle loro clienti. «Ci rivolgiamo soprattutto ai talenti emergenti quelli che usano i tessuti migliori, con tagli e shape molto curate. Nella nostra scelta siamo attente, tra le altre cose, alla vestibilità dei capi che devono poter avere un fitting perfetto anche su donne diverse.

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Chiediamo ai designer se vogliono darci i loro capi in prestito, e in questo caso ricevono una fee a ogni noleggio. Oppure a volte arriviamo ad acquistare direttamente un’intera capsule di un brand che sappiamo essere molto apprezzato dalle nostre utenti. Abbiamo un target medio alto, con donne che vivono non solo a Milano ma in tutta Italia perché dal nostro sito possono prenotare e farsi mandare quello che vogliono».

«Un esempio dei talenti che già lavorano con noi? Bav Tailor, Davide Grillo, Mauro Gasperi, Filomeena, Inklis; dalla Moldavia Move, dalla Colombia Peppa Pombo e dalla Turchia B Prive. Per i designer Dress You Can rappresenta, oltre che un’interessante occasione di visibilità – capita spesso che le utenti alla fine acquistino il capo che hanno noleggiato – anche la possibilità di testare le loro creazioni, i tessuti e qualche forma speciale».

Anche perché uno dei plus interessanti del business Dress You Can è la raccolta e l’elaborazione dei dati. Intanto la profilazione delle utenti è molto dettagliata: misure, gusti, preferenze… Ma anche i capi vengono “profilati” in modo precisissimo: tipi di tessuto, tenuta dei colori, resistenza ai lavaggi….
«Abbiamo addirittura messo a punto un motore di ricerca che sulla base di questi dati consente alle nostre utenti di vedere quali sono gli abiti che stanno meglio alle donne con la loro taglia.
Manca solo a questo punto un’idea dei costi del noleggio. Da un minimo di 44 a un massimo di 144 euro per tre giorni. E per le scarpe si va dai 64 di un sandalo agli 84 di una décolleté.

Progetti futuri? «Un grande sogno: quello di finanziare capsule collection sostenibili, disegnate dai designer nostri partner. Intanto abbiamo cominciato a collaborare con alcune Ong. Per esempio Salute allo specchio il progetto del San Raffaele dedicato alle donne in cura oncologica. Facciamo un laboratorio al mese, in collaborazione con le make up artist, facendo loro provare i nostri modelli perché possano individuare quelli che stanno meglio e regaliamo loro una card con un noleggio gratuito».

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