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Enoturismo, l'altra faccia del viaggiare: in continuo aumento. Adesso c'è il decreto che lo disciplina. Coppola: "Una grande opportunità"

Enoturismo, l’altra faccia del viaggiare: in continuo aumento. Adesso c’è il decreto che lo disciplina. Coppola: “Una grande opportunità”

Gallipoli – Settanta turisti italiani su cento di visitare cantine e cercano esperienze enogastronomiche; il 28% ha fatto almeno un viaggio con pernottamento per conoscere da vicino una cantina o partecipare ad un evento con cibo e vino al centro.

Lo certifica il report del turismo in Puglia del 2018. Aumentano poi gli italiani e gli stranieri che prediligono questa regione ben oltre l’estate. Sono sopratutto coloro che vengono da oltre confine a prendere un aereo nei mesi di febbraio, marzo, aprile, maggio e settembre (+15%) mentre i connazionali si fanno notare nei mesi di marzo e novembre (+10%).

La molla che fa scattare il desiderio per gli italiani sono il buon vino e l’olio, per gli stranieri valgono le nostre tradizioni e i borghi caratteristici. In questo quadro relativo all’anno scorso e tracciato dall’Osservatorio regionale pugliese, assume i connotati di una vera e propria opportunità il decreto varato in questi giorni che fissa le “Linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica”.

In attesa che i Comuni e la Camera di commercio si preparino all’arrivo delle Scia (segnalazione di inizio attività), si apre anche per le numerose cantine del Sud Salento la possibilità di adeguarsi ai requisiti minimi (una quindicina) ed a quelli accessori fissati nel decreto con cui, ad esempio, si potrà procedere alle degustazioni in loco con solo prodotti tipici, a visite guidate, a vendemmie didattiche ed altre iniziative che ruotano intorno al vino.

Devono garantire però l’apertura per tutto l’anno e per almeno tre giorni a settimana, personale che conosca le lingue, una propria pagina web. E’ un po’ quello che già succede in alcune realtà di questo territorio, ma che adesso assume tutte le caratteristiche di una vera e propria attività turistica aggiuntiva e destagionalizzata soprattutto.

“Passaggio fondamentale è in questo senso la recente approvazione del Decreto che  ha finalmente fornito una puntuale definizione di enoturismo”, sottolinea Giuseppe Coppola, presidente della sezione Turismo di Assindustria Lecce e imprenditore con una antica tradizione alle spalle. “L’auspicio è che la presenza di una normativa generale  possa indurre le imprese e le associazioni di categoria a  sviluppare strategie comuni per questo comparto per rispondere agli standard nazionali – prosegue Coppola – ma soprattutto per promuovere i territori in relazione alla loro specificità legandola  alle caratteristiche delle produzioni vitivinicole locali”.

La domanda negli ultimi anni è in continua crescita e proviene da viaggiatori di tutte le età, con un profilo specifico,  animati dalla volontà di incontrare tutti quegli elementi che insieme rappresentano la storia di un luogo, di un calice di vino o di un piatto.

Un giro tra i vigneti delle Cantine Coppola

Il test locale Numeri definiti “significativi” li fornisce la Cantina Coppola 1489 di Gallipoli: col progetto gourmet e con i due ristoranti ha completato l’offerta aziendale costituita dalla cantina e due villaggi turistici. “Solo per il 14/89 Food Pop,  che ha compiuto un anno di attività – dicono i protagonisti –  abbiamo registrato 35mila coperti con una media di 95  coperti al giorno, 5500 giornate lavorative per i collaboratori, una media di 15 dipendenti con punte di 37 nei mesi estivi e 18 dipendenti ad oggi”.

Queste ed altre cifre provinciali e regionali inducono ad una presa d’atto: “L’enoturismo spinge gli amanti del vino e della buona cucina a scegliere territori in cui questa offerta è ampia – rileva Coppola – generando microeconomie e lavoro spesso appunto a misura dei più giovani per la tipologia dei requisiti richiesti, dalla dinamicità alla conoscenza delle lingue e della tecnologia”.

Visita ai vigneti, ai luoghi di produzione, al museo esperenziale; la partecipazione alle varie fasi dalle potature all’imbottigliamento; infine la degustazione dei vini dell’azienda. “L’enoviaggiatore vuole immergersi e sperimentare, scoprire il territorio che sceglie come destinazione attraverso un’offerta variegata che unisca esperienze enogastronomiche e non; coinvolgendo dunque tutta la filiera turistica e culturale”, torna a rimarcare  l’imprenditore, ultima generazione basata su di una esperienza che viene da lontano.

Esempio di destagionalizzazione E’, a suo modo, l’attuazione della tanto citata destagionalizzazione, dove le carte da giocare sono ancora parecchie. Una può essere spesa già da oggi.

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