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Gioielli Vacca Agusta, chiesta una condanna a 7 mesi per Raggio

Gioielli Vacca Agusta, chiesta una condanna a 7 mesi per Raggio

“Il maggiordomo mi aveva rubato i gioielli e io ho cercato in tutti i modi di riaverli. Ma non è vero che ho detto quelle frasi e non è vero che ho proferito quelle minacce che mi vengono contestate”. Maurizio Raggio, ex ristoratore, ex playboy ed ex compagno della defunta contessa Francesca Vacca Agusta, parla così, con spontanee dichiarazioni, in tribunaleGenova dove il pm ha avanzato le sue richieste di pena nell’ambito del processo per il furto dei gioielli della contessa: per lui, accusato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, il pm ha chiesto 7 mesi.

I gioielli della contessa sparirono nel 2015. Con Raggio sono imputati il maggiordomo cingalese Hiran Perera per il quale il pm ha chiesto 5 anni, l’imprenditore Marco Barolo (chiesti 6 anni e sette mesi), l’amico di Raggio Tommaso Mambretti (chiesti nove mesi) e due manovali Massimiliano Tarantolo (chiesti sei mesi) e Simone Di Bartolomei (chiesti 4 mesi). In aula era presente solo Raggio. La sentenza potrebbe arrivare il prossimo sette marzo.

La vicenda risale all’agosto 2014. Dalla villa dell’imprenditore Tommaso Mambretti spariscono gioielli per un ammontare di circa un milione di euro e, si scopre nelle settimane successive, anche quelli della contessa Vacca Agusta che Raggio aveva affidato all’amico per sottrarli al pignoramento dell’Agenzia delle Entrate. Viene accusato subito il maggiordomo di Mambretti il quale però respinge le accuse e controquerela il suo ex datore i lavoro.

Nel corso delle indagini, si scopre che Mambretti aveva piazzato una telecamera nella camera da letto del cameriere per spiarlo e capire se era stato lui a rubare i preziosi. Ma altre telecamere, piazzate per ragioni di sicurezza nella villa, sarebbero state usate contro lo stesso Mambretti: i filmati che lo riprendevano mentre consumava rapporti sessuali con la moglie e altre foto sarebbero state usate dal cameriere e dall’amico imprenditore per estorcergli denaro. Per il pm la vicenda sarebbe abbastanza chiara: a rubare quei gioielli furono Perera e Barolo, gli unici a conoscere il nascondiglio, mentre gli altri avrebbero ‘esagerato’ nel chiedere la restituzione del bottino. Barolo avrebbe dato i gioielli della contessa alla sua fidanzata romena incaricandola di venderli ai compraoro in Romania.

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