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Gooodbuy, l'app che cambierà lo shopping ideata da quattro giovani folignati

Gooodbuy, l’app che cambierà lo shopping ideata da quattro giovani folignati

“Con noi la moda diventerà democratica”. Parola di quattro giovani e determinati folignati, pronti a lanciare la loro innovativa applicazione. Si chiama “Gooodbuy” e promette di essere l’app per smartphone capace di colmare quel vuoto tutt’ora esistente tra i negozi “fisici” e quelli “virtuali”. Loro sono Andrea Gagliardi, Dario Notargiacomo, Iglif Barabani ed Eleonora Rosati. I primi tre hanno ventisette anni, mentre la quota rosa del gruppo ne ha solamente ventidue. Nonostante la giovane età, da circa un anno e mezzo i quattro ragazzi stanno lavorando sulla loro creatura, che nasce da un’intuizione avuta tre anni fa da Iglif e Dario. Location scelta per sviluppare l’idea è, come nelle più grandi invenzioni della storia, il garage dell’abitazione di uno di loro. “Con la nostra applicazione, gli utenti avranno in mano tutti i negozi di una città e potranno scoprire prodotti di abbigliamento, accessori e design – spiegano i quattro ragazzi -. Gooodbuy ci indicherà dove si trova quell’oggetto che vogliamo”. E’ per questo motivo che Andrea, Dario, Iglif ed Eleonora parlano di “scardinamento” del concetto di vendita online e di quella tradizionale. Un’intelligenza artificiale aiuterà inoltre gli utenti ad affinare le proprie ricerche. Gli utilizzatori saranno sempre connessi ed informati. Passando davanti ad un negozio che potrebbe avere un prodotto che fa al caso nostro, Gooodbuy ce lo comunicherà attraverso una notifica. In questi giorni i quattro folignati stanno lavorando per partire con un buon numero di esercenti. Foligno, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, Ponte San Giovanni e Terni saranno le città di partenza per il lancio dell’app, che sarà disponibile entro il mese di giugno. Poi gli sviluppatori pensano di poter allargare il bacino d’utenza, arrivando a Roma e nelle Marche nel giro di pochi mesi. La geolocalizzazione dei negozi e dei prodotti che interessano gli utenti, permetterà di trovare abbigliamento e accessori anche in città che non conosciamo, semplificando il tutto attraverso la geolocalizzazione. “Quando voglio comprare all’istante un prodotto e sono in una città che non conosco – spiega Iglif Barabani – posso effettuare una ricerca preventiva, prenotare il prodotto e poi andarmelo a prendere. Con la ricerca ‘ispirativa’ inoltre, si potranno trovare le tendenze o trovare oggetti utili ad eventi particolari”. Gooodbuy non vuole essere il classico negozio online che ogni esercente può crearsi da sé, ma mettere in rete le varie attività creando un canale unico per lo shopping, senza le classiche indicizzazioni che funzionano in un motore di ricerca. “Non lavoriamo attraverso le sponsorizzazioni – spiegano gli ideatori -, visto che al primo piano ci sono le esigenze del consumatore e quelle del negoziante”. Ed in effetti anche per le attività commerciali ci saranno alcuni aspetti che potrebbero risultare interessanti: “Anche i negozi potranno ‘agganciarsi’ con gli utenti e capire i loro gusti – sottolineano i ragazzi di Gooodbuy -, così da rendere la vendita più facile quando una persona entra per cercare qualcosa che possa piacerle”. Altra parola d’ordine è sostenibilità. Ogni prodotto in vendita sarà affiancato da un bollino, che indicherà il suo impatto ambientale e la sua qualità. Giugno è alle porte e la meta sembra essere vicina. La strada però non è stata in discesa per i quattro folignati, visto che non sono riusciti ad avere un adeguato sostegno dalle istituzioni: “Abbiamo fatto tutto in casa evitando anche le spese del notaio, visto che ci siamo appoggiati alla Camera di commercio di Perugia, ma la burocrazia ha rischiato di metterci in ginocchio – raccontano -. Anche sotto il profilo dei bandi per le startup, è impossibile ricevere soldi a fondo perduto. Tutti chiedono almeno di partecipare agli investimenti anche con soldi propri: fare impresa così per noi giovani è davvero difficile”. Una domanda però sorge spontanea. Il nome “Gooodbuy” è chiaramente un gioco di parole, ma non c’è una “o” in più? “Certo – rispondono sorridendo i quattro ideatori -. Purtroppo però quel nome ci è stato scippato da una realtà di Roma alla quale avevamo presentato parte del progetto. Per fortuna che non gli avevamo raccontato tutto…”. Infine, un suggerimento ai loro coetanei: “Nonostante le mille difficoltà – spiegano Andrea, Dario, Iglif ed Eleonora -, con i giusti ideali e con la giusta determinazione, anche noi giovani possiamo trovare la vittoria”.

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