Home / Gossip / Cinema / I soldi falsi dei film? Sono il nuovo business dei criminali
I soldi falsi dei film? Sono il nuovo business dei criminali

I soldi falsi dei film? Sono il nuovo business dei criminali

Vi siete mai chiesti che fine fanno i dollari visti in film come The Wolf of Wall Street o in serie come Breaking Bad? Eh sì, perché se c’è una cosa che ricorre nell’immaginario visivo di Hollywood, prima ancora di pistole e baci, sono proprio i dollari. Svolazzanti o ben impacchettati in valigette. Ma in ogni caso soldi, tanti soldi, spesso al centro di misteri, fughe, colpi di scena e quasi sempre sporchi, che danno non pochi grattacapi al FBI. E non solo al cinema, ma anche nella vita reale: da qualche anno infatti gli Usa hanno a che fare con un nuovo, inedito tipo di crimine: lo spaccio di soldi “cinematografici”.

In gergo si chiamano “prop money”, dove prop è l’abbreviazione di “theatrical property”: se ne producono in quantità industriale, perché al tempo del 4K il realismo è tutto e i dollari che finiscono sullo schermo devono somigliare ai dollari veri. Al punto che anche gli attori si confondono: è successo di recente alla star di Twilight Robert Pattinson, che si è ritrovato a spendere soldi falsi che si trovava in tasca dopo aver recitato in Good Time.

Niente comunque in confronto a quanto accadde nel 2001 nel film Rush Hour 2 (in italiano: Colpo grosso al drago rosso, ndr), quando a seguito dell’esplosione (scenica) di un casinò di Las Vegas volarono via centinaia di migliaia di dollari, prontamente raccolti e spesi da chi si trovava nei dintorni. La Independent Studio Services che aveva realizzato il denaro si trovò così costretta a distruggere 180 milioni di dollari falsi, che le erano costati 160 mila dollari (veri).

E da quel giorno chi produce soldi per il cinema, dissemina le banconote di indizi di falsità che non ingannerebbero neppure un bambino. Eppure…

Eppure non passa mese che l’FBI non si ritrovi tra le mani un bel po’ di banconote cinematografiche. Non conta che alcuni tagli riportino errori marchiani come “in dog we trust” al posto di “in God we trust” e l’effige di improbabili presidenti. A poco serve che quasi sempre sul retro dei dollari ci sia scritto “Motion picture use only” a caratteri cubitali. I cine-dollari circolano lo stesso. L’ultimo avvistamento, lo scorso settembre, è avvenuto in una piccola città della Pennsylvania, Aliquippa.

Ma a giudicare dai tweet delle polizia locale di Georgia, Texas, Alabama, Iowa, l’epidemia non risparmia stato alcuno (soprattutto all’interno del paese). Anche perché per trovare soldi cinematografici non bisogna per forza essere gente di cinema. Basta acquistarli attraverso i siti di annunci online.
Per questo motivo i prop master sono al lavoro su alternative per non diventare fabbriche di soldi falsi. RJ Rappaport di Atlanta, che ha creato i soldi di The Wolf of Wall Street e dei video di 50cent, per esempio si è focalizzato sulla produzione di due tipi principali di dollari: una versione a due facciate utilizzata per lo sfondo che è al “100 per cento impossibile da scambiare per denaro reale” e una versione a una sola facciata progettata per i primi piani, decisamente simile ai dollari veri. Il problema però nasce quando il regista pretende più realismo e i produttori di cine-dollari, costantemente sotto l’occhio della polizia, non possono accontentarlo. E allora qualcuno pare che cada nella tentazione di rivolgersi ad altri canali…

Segui



a Creative Commons Unported License.

Leggi Anche

Il film del weekend: "IT" - Il Giornale

Il film del weekend: “IT” – Il Giornale

Dopo aver sbancato al botteghino oltreoceano, “It” è uscito nelle nostre sale e nel suo …