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Il cibo che uccide testa e corpo La parola come cura

Il cibo che uccide testa e corpo La parola come cura

Oltre tre milioni. Sono le italiane e gli italiani – per il 70 per cento giovanissimi – costretti a combattere con problemi di peso, cibo e immagine corporea.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra i 12 e i 25 anni i disturbi alimentari costituiscono la prima causa di morte per malattia: ogni anno nel nostro Paese muoiono di anoressia e bulimia più di 3mila persone. Numeri che parlano da soli e che nascondono un dato più allarmante: «Solo il 10 per cento di chi soffre chiede aiuto, in genere dopo tre anni dai primi sintomi», spiega Stefania Sinesi, psicologa, psicoterapeuta, presidente e direttore scientifico di Never Give Up.

Insieme alla sorella Simona ha fondato nel 2014 una onlus di professionisti, nata con l’obiettivo di aiutare chi soffre disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e incentivare, soprattutto gli adolescenti, a chiedere aiuto.

«Il primo passo è quello di intercettare in modo precoce e tempestivo i sintomi del disagio verso cibo, peso e immagine, e comprendere che questo disturbo è solo la punta dell’iceberg di un problema più profondo che va analizzato e rielaborato con il supporto di professionisti», prosegue Stefania.

Rompere il silenzio intorno a questo tema è una priorità: «Durante la nostra campagna di comunicazione, che è un invito a non arrendersi, a non sentirsi soli e giudicati, registriamo un incremento delle richieste di aiuto pari a 10 volte rispetto ai periodi in cui non siamo in campagna», aggiunge Simona.

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