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Il ritorno dell'animalier: la guida completa con 6 outfit da copiare

Il ritorno dell’animalier: la guida completa con 6 outfit da copiare

L’anno scorso ha invaso le passerelle più famose di tutto il mondo. E torna anche quest’anno più forte che mai: stiamo parlando dell’animalier. Evergreen della moda dagli esordi di Dior, nel tempo ha cambiato spesso la sua identità, ma non ha mai smesso di stupirci e affascinarci nella sua infinita combinazione di texture e tonalità. 

Oggi lo ritroviamo soprattutto nella sua veste leopardata. Tuttavia, durante la prossima estate a prendere sempre più piede sarà la stampa pitonata. Audace e chic, la vedremo anche in colori accesi, come impone il nuovo trend neon animalier.

Provocante e sofisticata allo stesso tempo, la stampa animalier non è amata da tutte. Ma non crediamo a chi professa di odiarla. In realtà la vorrebbe indossare, ma ha paura di essere troppo appariscente o cadere nel cattivo gusto. Certamente ci vuole una piccola dose di coraggio, ma indossare l’animalier print con stile non è affatto impossibile. Basta seguire i giusti consigli.

6 outfit animalier da copiare
Anima rock
Il look minimal
La fashionista
Sexy per la sera
Il look casual
L’outfit per l’ufficio

Da JLo a Bella Hadid: come viene indossato dalle star
Cosa significa animalier
Tutte le stampe animalier
Storia dell’Animalier
Da peccaminoso a simbolo di potere: le origini dell’animalier
Dal cinema alla Haute Couture: la nascita ufficiale dell’animalier
Dall’affermazione dell’animal print negli anni ’50 alla giungla psichedelica
Dal glam rock anni ’80 al declino negli anni ‘90
L’animalier oggi

Come abbinare la stampa animalier

Che sia una stampa che si fa notare, siamo tutte d’accordo. Che sia volgare, è solo un pettegolezzo. In molti casi è semplicemente indossata nella maniera sbagliata. Per cominciare quindi è consigliabile partire da un accessorio, per poi passare a capi più importanti. In questo modo avrete il tempo di prendere confidenza con lo stile animalier. Se invece vi sentite abbastanza sicure di voi, nulla vi vieta di indossare già un bel vestito leopardato. O perché no, giocare con diverse fantasie e colori.

Bilanciate sempre il look: uno – o al massimo due – capi animalier sono sufficienti per il vostro outfit. Il motivo: la stampa animalier è già di per sè appariscente, ovvero tende a canalizzare l’attenzione su una determinata parte del corpo. Se si indossano più capi animalier, l’occhio non saprebbe dove cadere e l’effetto sarebbe sicuramente eccessivo. Il total look è fashion, è vero, ma difficilissimo da portare, quindi lasciamolo alle star.

Inutile dire poi – ma non si sa mai – di evitare di combinare fra loro diverse stampe. Anche qui l’effetto risulterebbe piuttosto confuso, se non estremamente di cattivo gusto. Meglio evitare anche i tessuti eccessivamente cheap, altrimenti l’outfit risulterà scadente. Risparmiare è bello, ma non a discapito del look.

Ecco allora qualche outfit da cui prendere spunto per indossare l’animalier senza paure.

Il vestito animalier in un look dall’anima rock

Semplice e d’impatto. I negozi strabordano di vestiti animalier e non vi sarà difficile trovarne uno che rispecchia i vostri gusti. Che sia zebrato, leopardato o pitonato, l’importante è abbinarlo a capi che non richiamino a loro volta troppa attenzione. Sì quindi a linee pulite e capi a tinta unita. I colori ideali da abbinare sono il bianco e il nero. In alternativa, potete riprendere una delle tonalità dell’abito, come nell’outfit proposto.

FoxLifeIl vestito animalier dall’anima rockIl dettaglio sauvage che fa la differenza

Se il jungle print ti piace, ma solo a piccole dosi, l’ideale è puntare sugli accessori. Che sia una borsa o un nastro per capelli, quello che importa è che sia bene in mostra e che rispetti la palette di colori.

Un esempio? Una borsa leopardata per spezzare un oufit altrimenti basic.

FoxLifeIl look attuale con il pantalone neon animalier

Trend assoluto della bella stagione è il neon animalier. E allora ecco subito proposto un outfit sporty e fashion, che valorizza qualsiasi figura femminile. I modelli ampi infatti non sono solo super attuali, ma stanno bene praticamente a tutte. Quindi optate per pantaloni a zampa o a palazzo piuttosto che leggins e pantaloni skinny, perché – a meno che non siate Kendall Jenner – l’effetto risulterebbe eccessivo. Per il vostro outfit, puntate sul classico black white

FoxLifeIl look attuale con il pantalone neon animalierL’outfit sexy per la sera con la gonna animalier

Per le uscite serali, ben venga l’animalier con il suo lato provocante. Nero e rosso in questo caso sono i colori da abbinare, ma nulla vi vieta di essere creative. La gonna ha una fantasia pitonata tendente al verde? Richiamate la tonalità negli accessori.

FoxLifeL’outfit per la sera con la gonna animalierIl look casual con le scarpe animalier

Che siate tipe da décolleté sexy o da sneaker sportivissime, le scarpe animalier sono più semplici da indossare di quanto pensiate. Il denim è l’arma vincente, ma potreste anche renderle le pratagoniste di un total look red, per esempio.

FoxLifeLook casual con scarpe aimalierChic per l’ufficio con la camicia animalier

Non rinunciate all’animalier nemmeno a lavoro. Le camicie animalier possono rivelarsi estremamente eleganti. Abbinatela a un classico pantalone nero e non potete sbagliare.

FoxLifeLook da ufficio con camicia animalier

Per quanto mi riguarda, il leopardato è neutrale – Jenna Lyons

L’animalier indossato dalle star

Difficile trovare una star di Hollywood che non abbia ceduto al fascino seduttivo dell’animalier. Da Angelina Jolie a Rihanna, da Jennifer Lopez a Nicki Minaj Minaj, ecco una piccola gallery con i look più belli indossati dalle star.

HDgettyAngelina Jolie indossa un cappotto leopardatoHDGettyIl total look animalier di Rihanna ai Bambi Awards 2007 HDgettyMiranda Kerr con giacca animalierHDgettyNicki Minaj con abito leopardato e coprispalle leopardatoHDGettyIl long dress animalier di Jennifer LopezHDgettyBianca Balti veste una jumpsuit total animalierHDgettyRosie Huntington-Whiteley in un abito leopardato in pelleHDgettyIl look di Bella Hadid con borsa e scarpa leopardataCosa significa animalier

Con il termine “animalier” si intende l’insieme delle stampe di matrice animale (zebrato, maculato, leopardato, pitonato, tigrato ecc.). Nella cultura occidentale ha sempre avuto una forte simbologia, ma vede la sua istituzionalizzazione solo grazie al genio creativo di Dior. La parola deriverebbe dal greco antico “zoote” (stampa di matrice animale) e oggi è comunemente usata nella moda, nell’arte e nel design per indicare appunto la stampa che richiama il manto animale.

Tutte le stampe animalier

Non esiste un solo animalier. Il suo fascino risiede anche nella grande varietà di texture e sfumature e nonostante quella leopardata sia la più popolare, esistono moltissime altre stampe. Da quella zebrata, pitonata, giraffa, tigrata a quella con nuovi colori maculati.

Di seguito gli esempi più famosi.

HDiStockI pattern animalier più di modaStoria dell’Animalier

L’animal print ha una storia affascinante e un passato ricco di contraddizioni. Quante di voi la conoscono?

Da peccaminoso a simbolo di potere: le origini dell’animalier

Può sembrare folle, ma le civiltà del passato pensavano che indossare pelli di animale facesse entrare in contatto con gli dèi. Gli Egizi vestivano pelli di leopardo per avvicinarsi al divino e lo stesso facevano gli antichi Greci per abbandonarsi al culto di Dionisio in un binomio di euforia e lussuria. Nell’iconografia del Quattrocento, Maria Maddalena era spesso ritratta con pelli maculate proprio a causa del suo passato peccaminoso.

Storia diversa per il Settecento, dove le pelli di animale vennero introdotte nell’arredamento dei potenti come simbolo di gloria e onore.

Dal cinema alla Haute Couture: la nascita ufficiale dell’animalier

Il 12 febbraio 1947 a Parigi sfilava la prima collezione di Christian Dior. Quel giorno, oltre alla comparsa del New Look, vi fu un altro cambiamento importante nel mondo dell’alta moda, ovvero l’istituzionalizzazione dell’animalier. I due capi imprimé panthère, chiamati “Africaine” e “Jungle”, segnarono una grande svolta in fatto di innovazione e un momento di rottura nel mondo della Haute Couture. Lo stile jungle entra così nei processi creativi delle grandi maison, trasformando la concezione del manto animale.

L’animalier style, però, nasce ben prima. Negli anni ’30 va in scena Tarzan, abituando il pubblico agli audaci tessuti maculati; nel 1940 – appena sette anni prima della sfilata di Dior – la pin up Betty Page diede scalpore facendosi fotografare in un minuscolo abito di pelle di animale insieme a belve feroci. Il cinema Hollywoodiano, però, ne rimase affascinato. In seguito anche molti stilisti non riuscirono a resistere al potere seduttivo dell’animalier e lo ripresero nelle proprie collezioni. A quel tempo l’animalier era simbolo di eleganza e classe. Ad affascinare tutti, però, era probabilmente una raffinatezza che rimandava alla natura più primitiva, esotica. Negli anni ’40 Yves Saint Lauren è il primo a sdoganare l’animalier come look da giorno, utilizzando la stampa sui suoi impermeabili.

Dall’affermazione dell’animal print negli anni ’50 alla giungla psichedelica

Negli anni ’50, la pelliccia passa da manto pregiato a oggetto di stile: così nasce l’animalier come lo intendiamo oggi, la stampa che traduce i richiami del mondo animale in moderne texture.

HDgetty 1956, Elsa Martinelli e il leopard print coat 1956

In origine, dunque, l’animalier non aveva nulla di sfrontato o provocatorio. Lo diventa a partire dagli anni ’60: Ken Scott e Valentino iniziano infatti ad utilizzarlo su capi femminili dal taglio maschile. È il periodo in cui le donne lottano per la parità dei sessi. Nello stesso periodo, i tessuti animalier cominciano ad essere utilizzati anche nell’alta moda maschile. Si tratta della cosiddetta “peacock revolution”, che invita gli uomini ad abbandonare i classici e sobri completi giacca-e-cravatta a favore di abiti più moderni e colorati. La moda, prima esclusivamente una prerogativa femminile, comincia ad avventurarsi nell’universo maschile.

HDgetty1967, uno dei primi esempi di outfit con l’utilizzo della stampa animalier

A fine decennio, il sauvage style entra quindi nel guardaroba femminile, tanto che Vogue Italia nel 1969 ne parlò, affermando: “Parigi è ormai uno zoo”. Tuttavia, a partire dagli anni ’70 l’animalier style diventa complicato e anticonformista, a tratti provocatorio. Saint Laurent, Ken Scott e Gianfranco Ferré presentano l’animal print in nuove combinazioni attraverso geometrie animali e estetica modernista, finendo per inventare addirittura nuove specie animali, texture e forme.

Dal glam rock anni ’80 al declino negli anni ‘90

Negli anni ’80 l’animalier print viene reinterpretato in chiave glam rock: appaiono jumpsuit maculate, maglieria e addirittura lingerie zebrata, sia per il giorno che per la sera. Roberto Cavalli decide di farne il punto di forza del suo stile; Versace presenta nella propria collezione camicie di seta maculate per l’alta moda maschile.

Tuttavia, a partire dagli anni ’90 notiamo un declino della stampa, nonostante venga proposta da diversi stilisti, come ad esempio Valentino. L’animalier diventa sfrontato e provocante, fino a diventare trash.

L’animalier oggi

Tra i brand contemporanei che hanno trasformato e innovato l’animalier print, sono da citare Blumarine, che lo ha proposto in linee minimal e palette pastello; Dolce Gabbana, che ne ha fatto il pattern per eccellenza del proprio stile barocco; Prada, che alterna la stampa pitonata al suède. E ancora: Burberry, Tom Ford, Gucci, Giambattista Valli, Philosophy di Lorenzo Serafini, Roberto Cavalli e Rochas. Ma la lista è davvero lunga.

HDgettyL’abito corto con stampa animalier rosso e nero di Tom Ford

Leopardata

Tigrata

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Pitonata

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Zebrata

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Quale stampa preferisci?

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