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Io, mamma e papà: il bello delle vacanze

Io, mamma e papà: il bello delle vacanze

LA scuola ha chiuso i portoni aprendo un lungo vuoto di tempo: le vacanze, il periodo dell’anno tradizionalmente più carico di aspettative, ma anche di complicazioni. In particolare per chi ha figli che non solo deve organizzare la quota di tempo libero dei bambini che non coincide con quella delle ferie, ma anche perché con la fine dell’anno scolastico si passa a relazioni familiari da ricalibrare, da ripensare. Ma in aiuto arrivano alcuni consigli o semplici riflessioni  per rendere piacevole le vacanze, e magari anche utili per migliorare il rapporto con i propri figli.

• GESTIONE DEL TEMPO
Se entrambi i genitori lavorano, è inevitabile che almeno una parte delle vacanze dei figli venga esternalizzata cioè gestita da altri adulti, o organizzazioni. “Non sempre i nonni sono disponibili: perché abitano lontano, o perché ancora lavorano, o anche perché hanno modelli culturali che non prevedono la cura costante e continua dei nipoti – dice Carla Facchini ordinario di Sociologia della famiglia alla Bicocca di Milano – In questo caso, per i bambini in età di elementari e medie, sono un buona soluzione i campi estivi. Vanno bene quelli che hanno un obiettivo ludico o sportivo: tanto quelli che prevedono una trasferta quanto quelli di città . Ottimi i campi con finalità educative, i campi scout come quelli organizzati da associazioni naturalistiche” Le vacanze all’estero per imparare la lingua? “Meglio posticipare, vanno bene per i ragazzi del liceo. E comunque costano, non sono per tutti” dice Facchini.

• IL TEMPO CON I BAMBINI
Socializzare per alleggerire i rapporti. La fase dell’esternalizzazione, cioè della delega della gestione dei propri figli ad altri è ovviamente a termine, come è giusto. “È fondamentale  – conferma la sociologa – che sia sempre previsto un tempo da trascorrere insieme ai propri bambini e ragazzi”. Ma come deve essere questo tempo? Quali caratteristiche deve avere la condivisione? “Dipende dall’età, per i bambini è importante ampliare la rete sociale della famiglia, cioè condividere il tempo libero con altri genitori con figli coetanei, che si tratti di vacanze o anche semplicemente di uscite al parco cittadino. Va anche bene invitare altri bambini nelle seconde case, se si hanno. Insomma è importante rompere l’univocità, l’esclusività dei rapporti  familiari per alleggerire la relazione con i figli, che durante l’anno in molti casi è caratterizzate da richieste e aspettative”.

• GENITORI SEPARATI
Agevolare la relazione a distanza In caso di separazione il genitore che vede meno il bambino, il padre in genere, approfitta delle vacanze estive per stare più con lui. Ma quando invece il genitore non è presente? “Se si è  separati, durante le vacanze è fondamentale agevolare la relazione a distanza tra i figli e il genitore che non è presente, la mamma o il papà,  consiglia Adriano Formoso, psicoterapeuta e psicoanalista di Milano (è autore del libro Nascere a tempo di Rock per l’editore Nar Intrenational, ndr). Secondo Formoso, infatti,  “basta poco, chiamarlo più volte al giorno raccontargli aneddoti sulla vacanza e descrivere i dettagli di dove ci si trova. Questo per altro oggi è reso facile dall’era digitale con utilizzo di foto e video”.

• I COMPITI DELLE VACANZE
Farli al posto loro no ma fare il punto. I  compiti per le vacanze dei bambini sono una croce per milioni di famiglie. Come comportarsii? Insistere perché li facciano o più semplicemente invitare a farli, insomma stimolare senza sceneggiate? Per Formoso bisogna “incoraggiare  e motivare, spendendo periodicamente un quarto d’ora con loro per fare il punto. Non gli vanno comunque risolti i problemi e i compiti non vanno fatti al posto loro. I  bambini devono poter acquisire la capacità di organizzarsi e sviluppare autonomia”.

• GLI ADOLESCENTI E LA LIBERTA’
Non c’è storia: da che mondo è mondo per gli adolescenti vacanza è sinonimo di libertà: libertà di svegliarsi all’ora di pranzo, di tornare a casa tardi, di ciondolare sdraiandosi un po’ qua un po’ là. Per i genitori, invece  libertà, o pretesa di libertà, è sinonimo di ansia e  di tensioni, che durate l’anno vengono contenute dagli orari che impone la scuola, ma d’estate no…Come comportarsi davanti a richieste eccessive di 14-15enni? “Ai ragazzi adolescenti va concessa un po’ più di libertà d’estate – è il consiglio di  Facchini – ma non bisogna esagerare. D’estate le buone regole non vanno azzerate. Quindi sì a rientri più tardivi, che non significa fare l’alba”. 

• LAVORETTI E RESPONSABILITA’
A maggiore libertà si può far corrispondere un po’ di impegno per gli atri. Alcune famiglie tengono molto ai cosiddetti lavoretti estivi, che provano a proporre ai figli più grandi. “Se i genitori lavorano si può chiedere a un quindicenne di fare  lui qualcosa per la famiglia: per esempio occuparsi della spesa per i nonni, o aiutare un parente a rimettere a posto uno studio, un appartamento. Gli si può proporre di fare del volontariato. Responsabilizzare –  riflette l’esperta – significa dare identità”.

• L’IMPORTANZA DELLA NOIA
Forse si annoiano un po’ annoiati durate le vacanze estive: sotto l’ombrellone, in casa, dai nonni. D’altronde per riempire tre mesi della vita di un figlio ci vuole molto danaro oltre che un’incredibile energia organizzativa. Ma a differenza del passato, oggi la noia dei figli fa sentire in colpa gli adulti. “Una visione che non tiene conto che le vacanze sono anche il tempo della noia, e che il tempo vuoto è prezioso. Vuoto di attività non significa vuoto di letture o di chiacchierate anche di pensieri. Inoltre non bisogna temere di condividere spazi senza condividere attività: fa bene anche semplicemente esserci per i propri figli anche facendo ognuno ciò che vuole”, per l’esperta.

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