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Isole Cook: un tuffo dove l’acqua è più blu

Isole Cook: un tuffo dove l’acqua è più blu

Vieni in paradiso? È dietro l’angolo… ma, del Globo. Ci devi arrivare per capire il senso del lungo viaggio aereo, che proietta in un Eden remoto e fantastico: Isole Cook, nella Polinesia neozelandese. Quindici isole coriandolo sparpagliate nell’Oceano Pacifico, a circa 25 ore di volo dall’Italia, 11 ore di volo da Los Angeles e poco più di 4 da Auckland, che ben concretizzano l’idea onirica collettiva di una destinazione paradisiaca. Con tutto il corollario di parole e aggettivi consolidati (e abusati) in dotazione, tanto da risultare persino banale: acque cristalline, spiagge borotalco, fondali acquario, vegetazione lussureggiante. Certo, c’è tutto questo nell’arcipelago, ma occorre andare oltre le mille sfumature liquide del mare per comprendere l’essenza delle isole, tra le più intriganti del Pacifico del Sud, diventate per i viaggi di nozze meta alternativa alla Polinesia Francese, la “cugina” più famosa e snob, che dista a circa due ore e mezzo di volo nella tratta Papeete-Rarotonga.

Alla scoperta delle Isole Cook

La riserva di Rarotonga

È proprio Rarotonga, dotata di aeroporto internazionale, a offrire ai neo sposi il primo contatto con l’arcipelago chiamato dai maori Kuki Airani, che ha mantenuto (per fortuna) un carattere selvaggio, più vero e integro. Grazie anche alla recente istituzione di Marae Moana, la più vasta riserva marina protetta del mondo, pari alla superficie del Messico, volta a proteggere l’area dalla pesca intensiva, dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Nella più grande e popolata delle Cook (circa 10 mila abitanti su un totale di 17 mila), basta percorrere la strada perimetrale costiera lunga solo 32 chilometri, per immergersi nell’esprit di Raro, come la chiamano i residenti. Dalla capitale Avarua ai nove villaggi, ci s’immerge in un’atmosfera rilassata, con poco traffico (infatti, non ci sono semafori), case semplici, assenza di grandi hotel, e una cornice cromatica unica: verso l’esterno, a rubare la scena è l’azzurro brillante del mare declinato in ogni nuance, con la barriera corallina a tenere a bada onde e sbuffi irruenti dell’oceano, mentre verso l’interno il verde smeraldo si spalma tra campi coltivati a papaia, ananas, taro (una specie di patata dolce), banani, palme da cocco, e sui profili montagnosi dalle punte frastagliate, la cui vetta più alta è il Te Manga con 653 metri.

Tra sciamani e balli incalzanti

Entroterra da scoprire anche con percorsi ad hoc, a piedi, in bicicletta, o in quad. Imperdibile quello nella Takitumu Conservation Area, foresta primaria che proietta in un’era giurassica. In questo micromondo, a fare la differenza con le altre mete tropicali, è la popolazione, ospitale, sempre pronta a una chiacchiera, un sorriso e al saluto Kia Orana, equivalente del nostro ciao. Le donne poi sono fantastiche. Occhi vivaci, visi radiosi incorniciati da corone di fiori, con silhouette spesso “rubate” ai pennelli di Fernando Botero, danno il meglio di sé alla messa della domenica: vestite di bianco con cappelli di paglia intrecciati, sfoderano incredibili voci corali durante la funzione, che termina con un pranzo collettivo sotto freschi porticati, a cui anche i turisti possono partecipare.

E come non rimanere a bocca aperta durante gli spettacoli di danza tradizionale, fra i ritmi incalzanti della musica, effetti coreografici, e ballerini che danzano ondulando il bacino. Immancabile anche l’incontro con Pa, un po’ sciamano, un po’ guaritore, un po’ personaggio, che nella sua casa di Matavera accoglie i turisti per spiegare le proprietà delle piante. Si scopre così che il frutto noni (con un odore sgradevole) contrasta le infiammazioni, il miro (una sorta di noce) il cancro alla prostata, mentre la graviola è un frutto antiossidante. E a proposito di natura, da queste parti anche il fiore (tiarè o frangipane) appoggiato sull’orecchio ha un proprio linguaggio-codice: se portato a destra si è sposati, a sinistra si è single.


Le magie di Aitutaki

Altra isola, altre emozioni. Una storia magica si narra a Aitutaki, a circa 45 minuti di volo da Rarotonga. L’isola, prevalentemente piatta con una circonferenza di 27 chilometri, è considerata tra le più belle di tutto il Sud Pacifico. Un’immensa laguna in cui si rimane semplicemente ammaliati. Se sull’isola grande si attiva l’olfatto, in una natura primigenia con l’aria che profuma di essenze dimenticate e sconosciute, nei 15 motu (isolette disabitate lungo il reef, raggiungibili con tour in barca) si prova la sensazione di essere stati catapultati nell’essenza vera del paradiso. Tra questi isolotti, poi, si distingue Tapuaetai, chiamato One Foot Island che ospita l’ufficio postale più piccolo del mondo che rilascia sul passaporto (ricordarsi di portarlo con sé) il mitico timbro a forma di piede, il “feticcio” più ambito dai viaggiatori agli antipodi.

Indirizzi

Dormire

Little Polynesian
Luogo di assoluta tranquillità e riservatezza, a ridosso di un’incantevole spiaggia, è un resort ideale per una romantica luna di miele a Rarotonga. Voli dall’Italia e 5 notti, da 3.196 euro a persona.

Moana Sands Lagoon Resort
Nel sud di Rarotonga sulla spiaggia, boutique hotel aperto a giugno 2018, con 24 camere e piscina. Hotel solo per adulti, buon rapporto qualità-prezzo. Doppia in bb da 146 euro.

Info

Ente Turismo Isole Cook
Air New Zealand vola diretta a Rarotonga da Auckland (con sei voli la settimana), Los Angeles e Sydney (entrambe con un volo la settimana).

Naar tour operator, offre pacchetto “Solo Isole Cook” di 16 giorni/12 notti, da 3.999 euro a persona incluso voli a/r.

Alidays propone pacchetto “Australia + Isole Cook” con 14 notti da 4.500 euro inclusi voli.

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