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La dipendenza dal lavoro è un problema reale: i consigli per guarire

La dipendenza dal lavoro è un problema reale: i consigli per guarire

Tra le possibili dipendenze di cui oggi si può facilmente rimanere schiavi, in modo più o meno consapevole, c’è anche quella dal lavoro. La riduzione progressiva delle ore di libertà, i contratti sempre più precari e la connessione costante che permette una sostanziale reperibilità a tutte le ore sono al contempo cause e sintomi di quello che negli Stati Uniti chiamano «workhaolism», esplicativa crasi coniata dallo psicologo Wayne Oates che unisce “lavoro” e “alcolismo”.

Una condizione che, secondo uno studio a stelle e strisce pubblicato su Forbes, riguarderebbe il 66% dei nativi digitali, con il 63% dei millennials che ha rivelato di essere produttivo anche durante le giornate di malattia, il 32% di aver lavorato qualche volta anche dal bagno e il 70% di non avere più un intero weekend libero.

Costrizione di capi e aziende? Certo, ma anche una nuova, pericolosa mentalità dilagante, che secondo un altro sondaggio – pubblicato questa volta sul Washington Examiner – porterebbe il 39% delle giovani generazioni a rendersi disponibili al lavoro anche durante le vacanze.

Una vera e propria dipendenza, insomma, che finisce inevitabilmente con lo sbilanciare in modo drastico la propria vita, influendo negativamente sul benessere psicofisico. Tra i sintomi più comuni, infatti, troviamo depressione, ansia, insonnia e aumento di peso.

«La pressione del capo, la paura di non riuscire a fare carriera, il forte desiderio di avere successo dal punto di vista professionale: sono numerosi gli stimoli che possono impattare sulla scarsa capacità di mettere un limite ordinato alla propria esistenza -, spiega la master coach Marina Osnaghi. – La generazione dei millennials dimostra molta più preoccupazione verso il futuro rispetto alla precedente, soprattutto a causa della ricerca dell’indipendenza economica, del desiderio di una famiglia da formare e poi mantenere, e dell’ansia di dover essere più bravi degli altri.

Ne consegue che le abitudini di lavoro sono diventate una gabbia in cui perdersi e i confini etici che proteggono la vita privata sono andati via via affievolendosi». Ecco allora un decalogo approntato dall’esperta per superare l’eccessiva dipendenza dal lavoro.

E riappropriarsi in questo modo del proprio tempo libero.

1.

Perseguire un equilibrio consapevole fra i vari aspetti della vita.

2.

Trovare un mentore che possa trasferire la sua esperienza e fornire saggi consigli.

3.

Trasmettere linee guida di vita sana.

4.

Prendere come esempio qualcuno che abbia il giusto equilibrio di vita personale e professionale.

5.

Ricordarsi che la qualità della vita è un bene insostituibile.

6.

Osservare sé stessi e l’ambiente circostante, imparando a prendere una meritata pausa dal lavoro.

7.

Stilare un elenco delle attività extra lavorative preferite a cui dedicare più tempo.

8.

Fissare un obiettivo legato al proprio benessere psicofisico e mantenerlo.

9.

Ricordarsi di vivere anche per sé stessi.

10.

Rivedere la strategia con la quale vengono affrontate le giornate lavorative, cercando di capire cosa cambiare per migliore la qualità della propria vita.

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