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Le migliori mete Gay in Europa

Le migliori mete Gay in Europa

Per svago o per cultura, per diletto o per amore, viaggiare deve essere un arricchimento e uno spunto di conoscenza e di apertura verso l’altro e verso cioè che è distante dalla nostra routine. Per scoprire, poi, che di fronte ad una spiaggia, ad un tramonto e ad un’emozione siamo tutti uguali, capaci di stupirci e di gioire, ancora una volta, come fosse la prima.

Il mondo gay e più in generale LGBT ha sviluppato negli anni alcune destinazioni preferenziali dove poter trovare il giusto contesto di vacanza, svago, relax e cultura. Ecco alcune delle mete più gettonate delle rotte gay friendly.

Sitges, Spagna

Spiaggia e mare, divertimento e relax: ecco gli ingredienti di una vacanza a Sitges. Nel cuore della costa Dorada sul mare della Catalogna, la cittadina spagnola offre anche grandi spunti culturali: è a mezza via fra Barcellona e Tarragona, la Tarraco capitale dell‘impero romano nella penisola iberica. Per i viaggiatori gay è meta ideale anche perché ha molte spiagge diverse, alcune frequentate da nudisti, come playa del Muerto o cala Morsica, altre espressamente fra le preferite del mondo gay, come Bassa Radona. Sitges, inoltre, è una delle mete più vivaci perché, ogni anno, ospita molti eventi ed iniziative dedicate. Il pride fa di solito tappa qui nella prima metà di giugno – per il 2019 dal’1 al 10 giugno -: è questo il momento migliore per chi cerchi divertimento a tutte le ore e nuovi amici. Feste, gite, party scandiscono la giornata round the clock. C’è la foam party, con giochi in spiaggia; c’è il Poseidon boat party, con crociere per godersi il tramonto, ci sono molti pool party per i più pigri, che preferiscano gli ozi della piscina e poi il gran finale con la parade per il centro della città.
Praga, Repubblica Ceca

Fra birre ed architettura, storie di regime, disco pub e saune, Praga è una delle città europee più interessanti e che, da qualche anno, offre anche iniziative ad hoc per i viaggiatori gay. Intanto le birre: bionde o scure, nella Repubblica Ceca hanno un sapore grintoso e forte e prezzi concorrenziali. Un pomeriggio fra chiacchiere e passeggiate a zonzo per Mala Strana o un drink al sole in riva alla Moldova, sono il miglior viatico per cominciare a dare del tu ad una città ricca di simboli, Karluv most, ponte Carlo, su tutti. E’ proprio qui, sulla sponda dove si allungano città vecchia, col quartiere ebraico e il quartiere del Mustek che sorgono molti localini e una delle zone più vivaci del mondo gay.
Madrid, Spagna

La capitale della Spagna è un grande classico anche per i viaggiatori gay: dagli ampi spazi monumentali di Gran Via, alle golose tapas nei localini vicini a plaza Mayor, Madrid è sempre affascinante. Il museo del Prado con le imperdibili tele di un mondo antico, ma già colorito e per certi versi irriverente del pittore fiammingo Hieronymus Bosch o Guernica di Picasso al museo Reina Sofia, non dovrebbero mancare nella bucket list di ogni viaggio. Chueca e il suo quartiere, centralissimo e vivacissimo, sono però l’indirizzo più giusto per tuffarsi in una delle zone più iconiche dell’universo Lgbt. Amatissimo di giorno, frequentatissimo di notte è salito alla ribalta dal 2007, quando Madrid ospitò l’Europride e da allora è sempre stato all’altezza del suo innegabile fascino che richiama un pubblico eterogeneo e trasversale.
Mykonos, Grecia

La Grecia ha fatto scuola ed è stata fra le pioniere del turismo gay. Mykonos è, da anni, l’ombelico del mondo ellenico, per la varietà della sua offerta turistica e le infinite possibilità di divertimento, sole e relax. Scontato, perfino riduttivo, definirla la “Venezia dell’Ellade” per quel suo quartiere, Little Venice, che tutti ci vogliamo portare a casa almeno in selfie: Mykonos, però, è molto, molto di più. I viaggiatori gay non scorderanno facilmente le fantastiche spiagge Paradise, Super Paradise e Paraga che rispettano il piatto forte del viaggiatore ciclaldico: qui lettini ed ombrelloni sono una lunga teoria variopinta e la musica e i cocktail fanno fare le ore piccole, di fronte e dopo tramonti mozzafiato sul mar Egeo.
Agios Sostis è, invece, la risposta calma e defilata al caos elladico di una parte dell’isola. Qui, al contrario, le taverne sono caratteristiche e servono ouzo e meze – gli antipasti da condividere – in pace e tranquillità. In motorino o in quad – l’auto non riesce a fare pace fino in fondo con le strette vie cicladiche -, si possono poi raggiungere il faro di Armenistis o il villaggio di pescatori di Kalafatis, dove barche colorate beccheggiano pigre e leggere, sospese sul blu del mare.
I locali della vita notturna di Mykonos preferiti dal turismo gay sono ancora quelli del vecchio porto e la grande scuola greca contempla indirizzi intramontabili come l’Elysium, fra gli hotel, e il Babylon fra i locali.
Berlino, Germania

Dopo essere stata, per anni e per storia, chiusa e divisa da un muro, Berlino è oggi – ma in fondo da sempre – aperta e tollerante e ha un fascino multiforme che strega ogni viaggiatore. Per i viaggiatori gay leggenda vuole che siano oltre 100 i locali ad hoc. E la cronaca lo conferma: con una varietà che si allarga anche al mondo fetish, fra pub, saune e discoteche, Berlino sa come farsi amare. Una prima volta ed anche ogni volta successiva che si farà ritorno. La mappa precisa del divertimento in città è impossibile perché Berlino, parafrasando la letteratura, è una festa mobile. La città è in costante fermento e le serate di tendenza cambiano indirizzo di mese in mese, in ogni stagione. Per questo fra Alexander Platz o la porta di Brandeburgo, l’importante è esserci, perché ogni moda, ogni trend passa prima di li. Fra gli indirizzi storici, non si può prescindere dallo SchwuZ che, col suo sapore underground, porta benissimo i suoi 42 anni ed è stato il primo club gay alternativo di Berlino Ovest. Il Berghain ha una doppia storia: fra i locali più noti al mondo nel panorama techno ed undergorund, sviluppa una ventina di anni fa una tendenza al fetish maschile, ma dal 2004 apre i battenti a tutti. O meglio a quei pochi che riescono ad entrare in questa vecchia birreria dal fascino intramontabile e dalla rigorosa selezione all’ingresso. Nelle sue cantine c’è un altro must: è il Lab.Oratory, più noto come “lab” con feste a tema ogni giorno, dal rigido dress code.
Boracay, Filippine

A Boracay ci si sente a casa. Paradiso delle Filippine, piccola isola precipitata, a sud di Manila, nel punto più centrale dell’arcipelago, qui l’unico “distinguo” si fa per l’ambiente. E’ lui da custodire e tutelare, dopo che in troppi ne hanno abusato. L’isola è stata letteralmente “chiusa per pulizie” fra 2017 e 2018 ed ora ha riaperto i battenti più bella e “preservata” che mai. Per questo qui ad essere ben visti sono tutti i viaggiatori che siano rispettosi, intanto della natura, oltre che di se stessi. Il decalogo delle cose da non fare è lungo: niente party né grigliate in spiaggia, niente cani, niente plastica. I castelli di sabbia? Sono regolamentati. Ma, in fondo, tutto ciò non vi mancherà potendo godere di una natura che è tornata ad essere incontaminata. E allora chi sceglie una vacanza a Boracay ama, innanzitutto, la tranquillità. La scena gay si inserisce in questo paradigma di essenzialità e relax: molti i bar scelti da chi viaggia in coppia o anche da solo. Carubao island è un indirizzo più calmo, più vivace Puka Beach. La serata può continuare fra bar come il Cork o il Juice o ancora il Coco Loco. Fra i resort più esclusivi il Mandala village dove si può anche praticare yoga oltre che crogiolarsi fra le lusinghe di una bella spa.
Malta

L’isola di Caravaggio, dei cavalieri e di Calypso – che, dall’approdo di Gozo, stregò Ulisse – ha cambiato pelle ed è diventata una delle mete gay friendly più gettonate del turismo Lgbt. Per la vita notturna le zone intorno a Saint Paul’s bay, Mellieha e Saint Julian Bay restano le più gettonate, mentre per l’arte si può decidere di fare un periplo fra le città dell’interno come Mdina, Paola, Rabat o Victoria a Gozo. Lunghe passeggiate fra il vento e le colline sono quelle che portano ad ammirare i grandi complessi megalitici dell’isola, come Hagar Qim, Gigantia e Mnajdra. Marsaxlokk resta il villaggio di pescatori dove tutti vorremmo abitare, almeno per un po’, scandendo il nostro tempo fra passeggiate e nuotate sugli ampi scogli della baia e poi al caffè del paese, guardando le barche ormeggiate e i pescatori intenti a ripiegare le loro reti. La Valletta, poi, resta un’opzione di sicuro fascino per tutte le stagioni. Ci puoi trascorrere una serata dopo le lunghe ore tra le spiagge più belle dell’arcipelago, o farne meta di gite autunnali dove alternare la bellezza dei quadri di Caravaggio alla maestosità delle fortificazioni veneziane che scendono fino alle “tre città” – Vittoriosa, Cospicua e Senglea – , che profilano il grande fiordo del porto. Fra i club più esclusivi per il turismo gay c’è il Michelangelo di Saint Julian, mentre molti altri party e contest sono itineranti: l’indirizzo giusto dove restare informati è quello di facebook sulle pagine di Station2tation “S2s” che in estate organizza sempre molti eventi.
Torre del Lago Puccini

Sono le dune di casa nostra. Spiaggia bianca, il cuore della Versilia, una pineta mediterranea che intrappola la brezza e tanta, tanta vita. Non solo movida. Torre del Lago, la casa di Giacomo Puccini, è già musica per chi cerchi di coniugare mare e cultura, divertimento e relax. Il mondo Lgbt lo aveva già capito negli anni Ottanta quando questo scampolo di Versilia era una delle mete ideale per i viaggiatori gay che oggi rinnovano a queste latitudini la loro fiducia. Ci si arriva per le onde calme del Tirreno e la sabbia fine che appena a sud di Viareggio lascia spazio a dune pittoresche. La zona di viale Europa è il gateway ad un altro mondo.
I cantieri navali terminano, la natura si riprende il proprio spazio: spiaggia libera, è bello girare in bici, e a due passi ci sono locali e ristoranti per tutti i gusti. Arselle, fritto misto e anche qualche drink più forte per tirare tardi annusando il mare a due passi.

In fondo al viale l’asfalto finisce e comincia la pineta. A piedi si cammina alla scoperta di nuovi scampoli di spiaggia e si scopre poco oltre la gemella: quella Torre del Lago che ripete le suggestioni fra spiagge brade e curate, colori pastello e musica. Si, c’è il festival Puccini che, celebrando la gloria locale che ha portato il bel canto nel mondo, incanta ogni estate dal suo grande teatro sospeso sul lago di Massaciuccoli, ma soprattutto ci sono alcuni locali che hanno fatto la storia del movimento Lgbt. Il Mamamia è l’archetipo: d’inverno è l’indirizzo giusto per chi frequenti il mare fuori stagione. Pochi turisti, solo locals. Dalla primavera, però, cambia pelle: Dj set, eventi, drag queen show si succedono vorticosamente protetti dalla pineta e sferzati da una brezza gentile che profuma già di vacanza.

Gallipoli, Italia

Mare che il mondo ci invidia, ottima cucina, clima vivace. In una parola, Salento che, negli ultimi anni, ha sviluppato anche una variegata scena gay. Gallipoli è da sempre la “padella” del mare Ionio, come la chiamano i suoi abitanti per via della forma piatta e circolare. Prima i teenagers, poi gli amanti delle feste no stop in spiaggia, ora, mentre a tutto si cerca di dare un ordine, il gioiello della costa ovest del Salento riparte dalla sua storia. Qui si produceva l’olio lampante per illuminare le città di mezza Europa e gli antri oscuri e difficili dei vecchi frantoi sono una delle mete culturali che non vanno perse, in una visita in Salento. Poi, però, quando il sole alza la posta, le sue spiagge più belle, dalla Puritate, con le sue calde mura color ocra, a quelle della Baia Verde e punta della Suina, sono la metà ideale. Spiagge naturiste paradisiache, serate gay da maggio a settembre e un’accoglienza unica: in Salento da un paio d’anni viene anche organizzato – nel 2019 è il 16 agosto – un pride estivo tra le strade di Gallipoli che finisce proprio in spiaggia al tramonto.
Tel Aviv, Israele

E’ la città più moderna e all’avanguardia di Israele. La vita è internazionale e cosmopolita e le spiagge sono da cartolina. Benvenuti a Tel Aviv: secondo un vecchio detto popolare “Gerusalemme prega, Haifa lavora e Tel Aviv balla”. Niente di più vero: la città si diverte e diverte.

La capitale di Israele è uno scrigno composito di architetture che vanno dal Bauhaus al quartiere di Neve Tzedek. Perché qui, da sempre, la diversità è un valore e l’identità di ognuna si celebra col rispetto, anche nelle difficoltà geopolitiche di questa delicata zona del pianeta. Non poteva, quindi, che nascere qui un forte senso di accoglienza anche per la comunità gay a cui è dedicato ogni anno, a giugno, un pride.

Brighton, Inghilterra

Brighton è il suo pier, il grande molo che si allunga stanco nelle acque della Manica. In passato era poco più che un villaggio di pescatori che ogni giorno salpavano con speranza, a caccia di molluschi e frutti di mare. Poi è diventata una delle mete della villeggiatura d’elite, quindi uno dei simboli della gioventù inglese e i suoi ciottoli e le sue spiagge raccontano di grandi party, tanta musica e nuove tendenze.

Fin dagli anni Trenta e, poi, col secondo dopoguerra la comunità Lgbt ha trovato sulle coste di Brighton l’humus ideale per attecchire e svilupparsi. Oggi la città, con il fulcro dei suoi locali gay di Kemptown, è considerata la capitale del movimento per l’intero Regno Unito. Se a maggio il must è il Brighton festival, in estate Brighton è la città britannica numero uno tra le mete gay friendly, grazie all’organizzazione di pride e festival – Il Brighton Hove su tutti – che richiamano turisti da tutta Europa.

 

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