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Liposuzione: come scegliere in sicurezza

Pancetta, sottomento, cuscinetti di grasso su fianchi e gambe? Per correggere questi inestetismi c’è chi non disdegna di ricorrere alla chirurgia plastica e rimodellare il proprio corpo con la liposuzione. Intervento tra i più eseguiti di chirurgia estetica che è finito recentemente di nuovo sotto la luce dei riflettori dopo la morte, su cui sta lavorando la procura di Milano, di una donna trentaseienne nove mesi dopo l’operazione.

Che cos’è e quali rischi comporta? L’abbiamo chiesto a Pietro Berrino, chirurgo plastico dell’Istituto Clinico Ligure Iclas di Rapallo.

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Liposuzione
«L’intervento di liposuzione – spiega il chirurgo che è membro della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre) – consente di aspirare il grasso sottocutaneo eliminando così accumuli adiposi localizzati, per esempio su fianchi, cosce, ginocchio, addome. Quando non si tratta di grandi aree o di grandi quantità, può essere svolto anche in anestesia locale o con una sedazione».

Accortezze
«È fondamentale eseguirlo in una struttura autorizzata, quindi controllata, che garantisca la sterilità dello strumentario. In particolare le cannule (sono di 2-4 mm di diametro, vengono inserite sottocute attraverso un taglio di pochi millimetri e sono collegate a un aspiratore o a una siringa per aspirare il grasso di troppo), essendo strumenti cavi e lunghi, necessitano di una sterilizzazione particolare, che viene verificata mediante un test specifico chiamato Helix che garantisce che siano effettivamente permeate dal vapore della sterilizzatrice. La garanzia che venga svolta un’appropriata sterilizzazione degli strumenti deriva dai controlli ai quali le strutture autorizzate sono regolarmente sottoposte» spiega il medico.

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Quindi attenzione alla struttura: deve essere in regola con i permessi e le autorizzazioni, sinonimo di controlli periodici e certificazione degli standard.

Controindicazioni

«L’intervento è controindicato per persone con gravi condizioni di salute (cioè, in gergo medico, per pazienti di categoria ASA 3 o 4) e deve essere proposto con attenzione e con particolari accorgimenti alle persone a rischio di problemi trombotici, per esempio le donne che hanno abbondanti varici». Inoltre non è la scelta ideale a una certa età, «quando la pelle si assottiglia e perde elasticità, per cui togliendo volume si rischia di ottenere un effetto poco soddisfacente» spiega Berrino.

Rischi

Certo, il rischio “zero” non esiste, ma «i rischi per la salute di un intervento ben programmato e di limitata entità, cioè al di sotto del 3% della massa corporea, sono minimi così come minimo è il trauma per l’organismo» continua lo specialista. «Le grandi liposuzioni, invece, intendendo l’aspirazione di diversi chili di grasso, sono interventi importanti e vanno riservati a pazienti selezionati (in ottima salute) ed eseguiti in strutture adeguatamente attrezzate per gestire anche il post operatorio, in quanto il trauma in questi casi è molto esteso e i rischi di complicanze sono elevati».

Naturalmente, prima dell’intervento devono essere eseguiti gli opportuni controlli, come esami del sangue ed elettrocardiogramma, e quelli di routine propedeutici al tipo di anestesia necessaria.

Convalescenza

In caso di lipoaspirazione di dimensioni contenute – «che è la condizione più comune» precisa Berrino – la convalescenza è «piuttosto leggera. Infatti il dolore è limitato, paragonabile alla sensazione di un piccolo trauma, per esempio una fianco contro uno spigolo, e le normali attività possono essere riprese immediatamente». È necessario però pazientare un po’ per riprendere lo svolgimento di attività sportive e per esporsi al sole: «mediamente almeno tre settimane».

Inoltre, per i primi 15-20 giorni è opportuno indossare una guaina compressiva che eserciti una pressione sulle aree lipoaspirate.

Niente paura se inizialmente l’area trattata si presenta gonfia e con ecchimosi, motivo per cui «è bene non esporre la cute al sole per evitare che rimangano tracce brunastre». E niente paura se «dopo circa una settimana il volume è apparentemente simile a quello preoperatorio: il volume post operatorio viene raggiunto dopo circa 30 o 40 giorni» precisa il chirurgo.

Come scegliere il chirurgo

«Pur presentando i rischi cui abbiamo fatto cenno, la liposuzione è un intervento tecnicamente banale e spesso viene eseguito anche da non specialisti e da medici che non ne hanno una competenza specifica» puntualizza Berrino, che raccomanda fermamente di rivolgersi a specialisti in chirurgia plastica, di nota esperienza e buona fama, facendo riferimento agli elenchi degli ordini dei medici e delle società scientifiche, riferendosi alla Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e all’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe). Che più volte, dal canto loro, hanno ribadito l’importanza che i pazienti facciano attenzione nella scelta di “professionisti seri per non finire nelle mani di persone con pochi scrupoli”.

Da sapere

È fondamentale sapere, secondo Berrino, che l’intervento non è l’alternativa a una dieta e a uno stile di vita sano. Non elimina altri inestetismi, quali per esempio le smagliature e la cellulite. E non risolve il “problema” della pelle in eccesso, in seguito per esempio a grossi dimagrimenti. A tal proposito la Sicpre segnala che sono sempre di più, in Italia, i pazienti ex-obesi che necessitano di rimodellamento corporeo e che per questo si rivolgono alle strutture ospedaliere.

La Sicpre e l’Aicpe puntualizzano inoltre che:

I miracoli non esistono e ci sono interventi che non solo non permettono di raggiungere il risultato promesso, ma mettono anche a rischio la salute. È il caso di chi parla di interventi di liposuzione con asportazione di 9 litri di grasso, una quantità davvero troppo elevata, la media è di 2-4 litri, o meglio al massimo del 5% del peso corporeo. Oltre questa quantità, aumentano considerevolmente i rischi per la salute.
Il prezzo non deve essere l’unico criterio di scelta. Dietro a un intervento di chirurgia plastica o medicina estetica con un costo basso, è alto il rischio che si utilizzi materiale di scarsa qualità o che si operi in strutture che non rispettano tutti gli standard di sicurezza. Un professionista serio sceglie con attenzione i materiali, esige un’equipe preparata e professionale, opera in una struttura in regola. E tutto questo ha un costo.
La chirurgia plastica sicura è innanzitutto quella esercitata dagli specialisti nella disciplina, medici dunque che dopo la laurea hanno frequentato per cinque anni la scuola di specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, e in strutture abilitate non al solo day hospital e quindi attrezzate per gestire eventuali complicanze

 

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