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Mademoiselle Deneuve

Mademoiselle Deneuve

Mademoiselle Deneuve, dicono che condivide una passione con la maggiore parte delle donne: la fissa per le scarpe. È vero?

Certo, a volte temo quasi di soffrire di una forma di feticismo per piedi e calzature. Dopotutto si dice che mani e piedi abbiano molto a che fare con il sex appeal. Non ho idea se sia anche il mio caso, ma è un aspetto a cui tengo molto. E naturalmente, come la maggior parte delle donne, ho anche un debole per le scarpe. Sono un grande strumento di comunicazione, qualcosa di molto personale e di completamente diverso dagli abiti: mentre l’abbigliamento salta subito all’occhio, le scarpe si notano solo in seconda battuta, non sono cosí appariscenti. Le donne però le scelgono sempre con meticolosità. A volte ho l’impressione che siano per noi donne una sorta di linguaggio in codice.

Sia sincera: anche lei tra una scarpa bella e una comoda preferisce quella bella?

Effettivamente mi capita di avere problemi, anche se non accade spesso! Sono una donna molto dinamica e sebbene ami le scarpe so benissimo quali è meglio indossare per due o tre ore e quali invece sono davvero comode. Ho imparato a sacrificarmi sempre meno. Anche perché quando non indossi la scarpa giusta ti senti tesa, irascibile e lunatica. Dopotutto i piedi sono le nostre fondamenta.

Ha un’idea di quante paia di scarpe possiede?

Ho sempre detto che Imelda Marcos rispetto a me era una dilettante assoluta! (la vedova dell’ex dittatore delle Filippine Ferdinand Marcos possedeva più di 1.000 paia di scarpe di design, ndr).

«Ho un gran debole per gli attori inglesi, li trovo divini»

Catherine Deneuve

La si vede di più nei film francesi che in quelli internazionali. Come deve essere un film per incuriosirla?

Ci deve essere un bel ruolo e una bella sceneggiatura! Le confesso che il più delle volte le sceneggiature non sono nulla di che. E non sono certo il tipo di persona che fa un film americano solo per poter dire di aver recitato in un film americano, accettando un ruolo che in un film francese non avrei mai interpretato! Se la sceneggiatura non mi interessa, lascio semplicemente perdere.

Dei suoi colleghi maschi, c’è qualcuno per il quale potrebbe perdere la testa?

A parte Marlon Brando (purtroppo già scomparso), Al Pacino e Robert de Niro che trovo straordinari. Ho un gran debole per gli attori inglesi come Alan Bates, Peter Finch, Jude Law o Hugh Grant. Non so spiegare il perché, mi piacciono. Sono complessi, eclettici, li trovo divini.

Molte persone nutrono una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti. Che cosa fa per evitare che in sua presenza i colleghi si sentano nervosi e in soggezione?

Ne sono consapevole e noto spesso che le persone si sentono intimidite quando mi incontrano per la prima volta. Cerco allora di essere il più alla mano possibile. Mi sforzo anche di non apparire così riservata. Anche se ammetto che è faticoso dover fare sempre la parte di quella che deve andare incontro a tutti. Cerco di parlare molto, specialmente con tutte le figure che frequentano il set così da stemperare la tensione.

Qual è il modo migliore per rompere il ghiaccio?

Condividere un pranzo o una cena con persone è di grande aiuto prima di ritrovarsi assieme davanti alla telecamera, interpretando il ruolo di un altro.

Cosa le dà il suo lavoro di attrice?

Prima di tutto legami con le persone. È bello conoscere così tante persone in questo modo. Avendo iniziato a recitare quand’ero ancora una teenager sono cresciuta accanto a figure, ruoli e persone sempre nuove. Se oggi sono quella che sono lo devo a questi incontri.

Quali sono i suoi film preferiti?

Adoro Via col vento, L’orgoglio degli Amberson, Jules e Jim, L’impero del sole o anche Un amore splendido con Cary Grant e Deborah Kerr, che credo di averlo visto quattro-cinque volte e ho sempre riso e pianto. È un film che forse piace solo alle donne.

Strano per una veterana come lei commuoversi di fronte a un film, sapendo che il cinema è finzione…

Quando guardo un film mi lascio trasportare dai sentimenti. Un film deve sapermi travolgere, non voglio che mi faccia rimuginare. Le riflessioni le puoi fare in un secondo tempo.

Catherine Deneuve ha recitato nel 1967 in “Josephine” con la sorella Françoise Dorléac (a sin.), scomparsa prematuramente in un incidente.

Chi si immedesima nel mondo del cinema riesce ancora a relazionarsi con l’amore nella vita vera?

Ovviamente il cinema è anche compensazione; in un film tutto appare più grande e più bello. È anche quello che accade a noi attori quando ne giriamo uno: in pochissimo tempo incontriamo una miriade di gente e anche se si tratta di incontri fugaci, spesso sono molto passionali. La vita che conducono gli attori è molto avventurosa, a volte però anche dura e devastante. Ma non è solo nel cinema che si può sognare o riflettere sulla propria vita sentimentale.

Perché a volte la vita dell’attore è devastante?

Spesso le relazioni umane non sopravvivono più a lungo del tempo necessario alle riprese di un film, poi le strade si dividono. Anche per questo non è raro che gli attori vivano drammi come separazioni e persino divorzi. Dipende forse dal fatto che si è lontani da casa, si vive in albergo e ci si ritrova sempre circondati da persone nuove, restando completamente emarginati dal proprio contesto per settimane, se non mesi.

Le capita spesso di ripensare al suo primo amore?

Il primo amore non si scorda mai! Per quanto possa essere stato goffo o avere avuto un esito triste, difficilmente lo si dimenticherà. Ho tantissimi ricordi, talora belli, talora brutti. È stato un amore molto passionale.

Un amore si può dimenticare?

Un amore forse no, un innamoramento sì. Per fortuna! Non si può vivere con tutti i ricordi e non tutti gli uomini rivestono la stessa importanza. Dipende anche molto dalla fase della vita in cui ci si trova. Ci sono uomini che pensi non dimenticherai mai più, anche se dieci anni dopo ti rendi conto di averlo fatto.

A 75 anni a volte non le capita di rimpiangere il passato?

Sento soprattutto il bisogno di riempire il tempo che mi resta con più cose possibili. Ogni giorno dev’essere appagante. Ho bisogno della sensazione di vivere in maniera particolarmente intensa.

Lei è un’icona. Il suo stato a volte non le sembra un fardello?

Il fatto di essere una star non mi ha mai condizionato. Non ha mai avuto a che fare con la mia vita. Anche sei oggi basta avere milioni di follower su Facebook o su YouTube e già sei una star.

La sua fama smisurata non l’ha intrappolata in una gabbia dorata?

A Parigi condurre una vita normale è facile. Posso girare indisturbata per strada, comprare il giornale all’edicola o sedermi nel bar di fronte. A Los Angeles sarebbe impensabile!

Il ritratto

Catherine Deneuve è nata a Parigi nel 1943 da Renée Deneuve, attrice teatrale, e Maurice Dorléac, direttore di uno studio di doppiaggio della Paramount. Catherine Deneuve ha recitato in numerosi film pluripremiati. Di recente ha fatto parlare di sé per aver messo all’asta più di 300 capi di Yves Saint Laurent.

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