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Maldive, tartaruga torna sulla sua spiaggia per deporre le uova ma trova un aeroporto

Maldive, tartaruga torna sulla sua spiaggia per deporre le uova ma trova un aeroporto

Sebbene esistano innumerevoli testimonianze, anche più gravi ed evidenti, del devastante impatto dell’uomo sul mondo naturale e sulla fauna selvatica, ci sono alcune foto dalla particolare valenza simbolica, in grado di esemplificare con abbacinante chiarezza il degrado ambientale del pianeta. Pensiamo, ad esempio, alla foto dell’orso polare scattata nel 2015 alle Svalbard, che ritrae un animale denutrito e spossato, che avanza con passo malfermo su un’esile lastra di ghiaccio, esemplificando le conseguenze dei cambiamenti climatici. Un analogo nodo allo stomaco si avverte guardando una fotografia diventata virale nei giorni scorsi, che mostra una femmina di tartaruga verde (Chelonia mydas) che depone le uova sull’asfalto della pista di atterraggio dell’aeroporto di Maafaru, nell’atollo di Noonu, alle Maldive.

 

Un triste ritorno a casa

Le femmine di tartaruga marina tornano quasi sempre a deporre le uova nella stessa spiaggia in cui sono nate. Questi antichi rettili sfruttano il campo magnetico terrestre per orientarsi nell’oceano e riescono a far ritorno alla spiaggia natia, dalla quale loro stesse si sono avventurate per la prima volta verso l’oceano. Anche la tartaruga verde protagonista della nostra storia ha nuotato a lungo per tornare a nidificare nella “sua” spiaggia, storico luogo di nidificazione delle tartarughe verdi, solo che, una volta giunta a destinazione, ha scoperto che la spiaggia non esiste più, al suo posto sorge ora un aeroporto.

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Le tartarughe marine scavano una buca profonda nella sabbia e vi depongono le uova, ricoprendole poi per occultarle ai predatori. La tartaruga fotografata alle Maldive da un operaio impegnato nella costruzione dell’aeroporto, appartenente ad una specie classificata come minacciata dalla Lista rossa della Iucn, ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco e ha comunque deposto tre uova. “È un’immagine potente e penso che evidenzi l’importanza delle spiagge per le tartarughe marine – ha dichiarato al giornale Maldive Independent Claire Lomas, veterinaria di tartarughe marine. – Lo sviluppo umano ha quasi sempre un impatto sull’ambiente e penso che sia importante essere consapevoli di questo e prendere provvedimenti per minimizzare il disturbo e proteggere le aree che sono importanti per le specie minacciate, come le tartarughe marine”. 

Cosa ci fa lì un aeroporto

L’aeroporto di Maafaru, non ancora terminato, è stato finanziato dall’Abu Dhabi fund for development ed è costato circa 60 milioni di dollari. Secondo quanto dichiarato dal presidente delle Maldive, Abdulla Yameen Abdul Gayoom, l’aeroporto sarebbe stato donato alle Maldive dagli Emirati Arabi Uniti. Per realizzare la nuova pista, sulla quale potranno decollare ed atterrare sei aerei delle dimensioni di un Boeing 737, e che si estende per oltre due chilometri, l’isola è stata spogliata dei suoi alberi. Sul piccolo atollo verranno inoltre costruiti un hotel e un resort, rischiando di compromettere ulteriormente l’ecosistema.  

N Maafaru Airport ves #Nimeneee #Nimeneee Varah Avahah Nimeyne. pic.twitter.com/lBNbcMde9w

— Ahmed Nihan (@ahmed_nihan) 14 marzo 2018

Un aeroporto poco trasparente
“Nonostante la costruzione della pista, la frequenza con cui le tartarughe visitano l’isola per la nidificazione non è diminuita”, ha dichiarato un portavoce del Consiglio dell’isola di Maafaru. La tartaruga trovata sulla pista è stata riportata in mare e, secondo le testimonianze, era in buone condizioni di salute. Tuttavia, stando a quanto riferito dai media locali, l’animale sarebbe stato trovato morto domenica. Questo episodio ha riacceso il dibattito sul costo ambientale dello sviluppo delle infrastrutture nelle Maldive. Il progetto per la realizzazione dell’aeroporto, ha scritto il quotidiano Vnews, era stato respinto nel 2009 dopo l’esito negativo della valutazione di impatto ambientale, che ne avevav sconsigliato la costruzione proprio per l’importanza dell’area per le tartarughe marine. Nel frattempo l’Autorità anticorruzione sta esaminando le denunce presentate contro il costruttore in merito a presunti illeciti.

La triste fotografia della tartaruga costretta a deporre le sue uova sull’asfalto cocente può, anzi deve, ricordarci ancora una volta che la perdita di habitat è una delle principali cause di estinzione di specie animali e che anche le nostre vacanze dall’altra parte del mondo hanno un costo elevato in termini ambientali.

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