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Milazzo. Il Piano spiagge e le illusioni dell'Amministrazione. Iter ancora lungo e incongruenze da eliminare.

Milazzo. Il Piano spiagge e le illusioni dell’Amministrazione. Iter ancora lungo e incongruenze da eliminare.

Milazzo – cronaca

Written by La Redazione on 13 Gennaio 2019.

Avevano detto che a brevissimo sarebbe arrivato in consiglio comunale e che dall’aula consiliare sarebbe dipeso il futuro della città. Promuovere o meno l’Ecoporto che è stato l’unico, o forse è meglio dire il più importante tra i tre o quattro argomenti, punto su cui si è sviluppata l’azione dell’Assessorre Torre. Dopo l’approvazione avvenuta in Giunta Municipale ad inzio Ottobre del 2018, le dichiarazioni roboanti che di li a pochissimo sarebbe arrivato in aula consiliare il Piano, si sono susseguite nelle parole dei rappresentanti della maggioranza che, evidentemente, avevano dato poca attenzione a quanto stabilito dalle linee guida emanate dalla Regione Sicilia in materia e che, a chiare lettere, prevedevano il passaggio a Palermo per ottenere le dovute autorizzazioni prima di poter procedere ad una eventuale discussione ed approvazione in aula consiliare. Pareri preventivi e non più successivi, spiega la normativa. A Milazzo il passaggio sarà sfuggito se ancora ieri sulla Gazzetta del sud veniva riportata la tacita lamentela dell’Amministrazione comunale sulle lungaggini burocratiche che erano ben scritte sulla norma ma che nessuno aveva letto. Tempi lunghi ma non certo da imputare alla Regione se è vero come è vero che il Piano spiagge a Milazzo era pronto già nelle metà del 2016 quando venne dato in mano ai consiglieri di maggioranza per eventualmente condividerlo o proporre osservazioni prima dell’approvazione in Giunta municipale. Nessuno obiettò nulla ma lo stop che seguì quel periodo venne poi imputato al fatto che, nel frattempo, a qualcuno era piaciut l’idea dell’Ecoporto. Quindi per due anni lo sviluppo della riviera di ponente è rimasto bloccato perchè in Amministrazione si è pensato bene di inserire l’idea dell’Ecoporto che il Cisvam, società privata, aveva prospettato a Milazzo dopo gli inutili tentativi in altre parti d’Italia e del Mondo. Alla fine, nella migliore delle ipotesi si arriverà a fine anno o nel 2020 e con  netti contrasti tra il Piano Spiagge ed il Piano triennale delle opere pubbliche. L’Ecoporto al momento è solo un timido quanto improvvisato tentativo dell’Amministrazione Comunale di dare parvenza di avere pensato allo sviluppo futuro della città quando invece, nei fatti, per oltre due anni ha bloccato e continua a bloccare la micro economia di Ponente che poteva essere sbloccata subito senza le Sirene del mega Porto galleggiante che piace a Milazzo nella stessa misura in cui è stato bocciata o ha lasciato indifferenti in altre parti d’Italia ed all’Estero. 

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