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Monza, famiglia avvelenata con tallio: arrestato il nipote delle vittime

Monza, famiglia avvelenata con tallio: arrestato il nipote delle vittime

“Abbiamo proceduto all’arresto per scongiurare altre possibili vittime“, hanno spiegato i carabinieri. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, gli omicidi sarebbero stati premeditati ed eseguiti “a mezzo somministrazione di solfato di tallio”, probabilmente acquistato dal giovane in un’azienda del Padovano. Sul suo cellulare, infatti, è stata trovata la ricevuta dell’acquisto online del tallio, un metallo che non viene più utilizzato per i topicidi, come avveniva in passato, ma è ancora commercializzato per essere adoperato in ambito tecnologico e come conduttore elettrico per le fotocellule.

I primi ad accusare i sintomi da intossicazione da tallio sono stati i suoi nonni paterni, Giovanni Battista Del Zotto (94 anni) e Patrizia Del Zotto (62 anni) e la zia Maria Gioia Pittana (88 anni), deceduti il 2 e il 13 ottobre all’ospedale di Desio.

In seguito è stata la volta di Laura Del Zotto e di Enrico Ronchi, rispettivamente sorella minore e vedovo di Patrizia Del Zotto, e della badante di famiglia Serafina Pogliani, finiti in ospedale per avvelenamento. Infine anche i nonni materni, Alessio Palma e Maria Lina Pedon, 83 e 81 anni, sono stati ricoverati in ospedale per lo stesso tipo di avvelenamento. Proprio a casa di questi ultimi gli inquirenti hanno sequestrato una miscela di erbe per infusi contaminate da tallio.

In una prima fase, gli inquirenti avevano ipotizzato un avvelenamento accidentale attraverso il cibo avvenuto nella casa di campagna dei Dal Zotto a Varmo (Udine), un luogo dove l’intera famiglia, compresa la badante, aveva trascorso alcune settimane di vacanza nello stesso periodo ad agosto.

I vicini descrivono Mattia Del Zotto come un ragazzo schivo, appassionato di elettronica e informatica, ma da tempo sotto pressione perché non trovava lavoro. Il giovane vive da sempre a Nova Milanese insieme ai genitori, agli zii e ai nonni deceduti, in una palazzina suddivisa in quattro appartamenti. “È sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole”, dice una vicina di casa della famiglia. “So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più”, aggiunge un altro vicino.

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