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Per le vie di Ferrara: un libro -guida di Daniela Fratti sulle edicole devozionali mariane e simboli religiosi.

Per le vie di Ferrara: un libro -guida di Daniela Fratti sulle edicole devozionali mariane e simboli religiosi.

Ferrara è una città di piccole dimensioni la cui cinta muraria – tuttora esistente – è percorribile a piedi, di buon passo , nell’arco di una mattinata.”
E’ la frase topica del libriccino appena pubblicato da Faust Edizioni con cui Daniela Fratti, che ne è l’autrice, ci invita, sotto la sua guida a percorrere le strade della città seguendo l’itinerario inedito e originale edicole devozionali mariane affisse lungo i muri della città, agli angoli delle strade o, comunque, accanto alla porta delle case, le cui abitanti si prendevano cura di questi manufatti.

Martedì 11 giugno, Daniela Fratti insieme a Diane Yvonne Ghirardo, della University of Southern California, architetto, studiosa degli spazi femminili riservati alle prostitute della ferrara rinascimentale, a Giovanni Lamborghini (Archivista Ecclesiastico e a all’editore Fausto Bassini ha presentato il saggio- guida corredato delle immagini, molte delle quali inedite, delle 84 edicole censite solo entro la cinta muraria, frutto di una rivisitazione delle 137 censite trent’anni dentro e fuori le mura fa in un saggio – I muri di Maria – del 1988, a firma di Chiara Toschi Cavaliere, storica dell’arte e studiosa di arte religiosa ferrarese.

E’ un percorso che appartiene ad un turismo devozionale, o come si dice oggi, esperienziale, che ci trasporta in una dimensione dimenticata, ma vitalissima della città di cui ci fa scoprire il rapporto simbolico fra le immagini mariane, che dominano nelle edicole e lo spazio riservato alle donne.
Spazio di cura di questi piccoli altari urbani e insieme culto femminile per la Madonna col bambino, protettrice ed evocatrice del destino di maternità delle donne.

 

Le immagini devozionali intra moenia comprendono anche monogrammi di San Bernardino, e alcuni monogrammi mariani, molti crocefissi,, immagini di San Giorgio e di altri santi, ma soprattutto sono le immagini mariane ad attirare lo sguardo, educato ai dettagli dalla professione di medico, dell’autrice, che passeggiando per Ferrara scopre il nesso forte della devozione mariana con una spiritualità tutta al femminile.

Uno spazio interiore ed esterno, che rimanda ad una sorta di hortus conclusus in cui le donne marcano visibilmente, seppure in sordina, una identità forte che sfugge alle limitazioni e alla repressione sociale.

Da itinerario topografico e devozionale, il libro della Fratti si carica così di altri percorsi della mente, andando a cercare affinità e conferme di questa chiave di lettura negli altri spazi al femminile , soprattutto legati alla maternità. Quelli istituzionali come gli ospedali, gli ospizi, e quelli privati, come le casette delle lavandaie, o le Case delle vedove.
Naturalmente le donne di cui Daniela Fratti evoca la presenza, sono assenti dalla storiografia ufficiale, non abitano i palazzi delle nobili dinastie estensi o più tardi della borghesia. Sono le donne invisibili che vivevano appartate anche nelle case dove erano loro assegnati luoghi e lavori ben definiti.

Un libriccino che già nel titolo “Per le vie di Ferrara” suggerisce percorsi di lettura e di esplorazione della città, che non sono mai ad una sola dimensione, ma trasportano il lettore – esploratore, attraverso luoghi e tempi della storia, con riferimenti a tracce di culti antichi e lontani, ma anche lungo trame silenziose e invincibili di affermazione di una identità di genere.

 

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