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Perché 'Benvenuti a Marwen' di Robert Zemeckis è il film del weekend

Perché ‘Benvenuti a Marwen’ di Robert Zemeckis è il film del weekend

Marco Bacci

La notizia della settimana, è che Margot Robbie interpreterà Barbie. Un film con la bambola bionda più famosa del mondo interpretato da una bionda che bambola non è. Per vederlo però dovremo aspettare il 2020 (circa). Intanto, però, le Barbie prendono vita nella clip qui sotto. Un assaggio di Benvenuti a Marwen di Robert Zemeckis. Il film che vi consigliamo di non perdere questo weekend.

 

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I motivi sono tanti. Intanto Rober Zemeckis è il regista di Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit, La morte ti fa bella, Forrest Gump. In Polar Express ha trasformato in cartoon Tom Hanks. Stessa sorte per Angelina Jolie (in La leggenda di Beowulf) e Jim Carrey (in A Christmas Carol). La sua fantasia, insomma, non ha limiti. E il bello è che riesce a realizzarli tutti, i suoi sogni…

Benvenuti a Marwen racconta in apparenza le avventure di Hogie. Soldato americano che combatte in Belgio contro i tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale. Pilota aerei a elica, jeep e carri armati. Veste il classico bomber da aviatore (ma porta scarpe col tacco a spillo) e si fa aiutare da soldatesse pin-up (leggi: fisico da Barbie), con divise davvero fuori ordinanza.

In apparenza appunto… Se li guardate bene eroe, eroine e cattivi hanno tutti il volto liscio e fisso di una bambola. Se si spogliano hanno spalle, ginocchia, torace e ventre con gli snodi, come i manichini. E la città belga di Marwen è il risultato di due nomi: Mark e Wendy.

 

 

In realtà Benvenuti a Marwen racconta la storia vera (e inquietante) di Mark Hogancamp. Una notte del 2000 rivelò in un bar che amava tra le altre cose mettersi scarpe da donna e venne massacrato da un gruppo di teppisti tatuati con svastiche. Uscì da nove giorni di coma con un vero PTSD (Disturbo da Stress Post Traumatico, che di solito colpisce i soldati) e dopo tanto ospedale recuperò parte della sua memoria con una terapia decisamente personale.

Era (tra le mille cose che aveva fatto nella vita) anche un disegnatore di fumetti di guerra. Così mise in scena la sua personale Seconda Guerra Mondiale. Lo fece con giocattoli, pupazzi e diorami ricostruiti in scala 1:6. E la fotografò, iniziando una seconda vita, personale e d’artista. Perché, in pratica, Mark Hogancamp davvero iniziò a vivere a Marwen. Mark come il suo nome e Wendy come quello della sua innamorata. In questo modo uscì dal trauma. Riuscì ad andare in tribunale a testimoniare contro i suoi aguzzini.

 

 

Avete giocato con la Barbie (e con Ken) o eravate più militarmente portati per il soldato G.I. Joe? Allora avete già un buon motivo per vedere Benvenuti a Marwen. Un altro potrebbe essere che vi interessate di fotografia o di arte contemporanea.

Il terzo è che vi piacciono i film strani. Ma strani come solo Robert Zemeckis li sa fare. Come Forrest Gump. Ma anche, appunto, come i gelidi, elettronici Polar Express e La leggenda di Beowulf. Se lì trasformava le star in cartoon, qui le fa diventare bambole: Steve Carell, Diane Kruger, Janelle Monae. Perfino sua moglie Leslie Zemeckis.

Se poi non siete rimasti inerti davanti alle fantasie di Quentin Tarantino Robert Rodriguez combinate insime in Grindhouse, allora davvero dovete correre al cinema.

Il film di Robert Zemeckis drammatizza il tema di un documentario del 2010 di Jeff Malmberg: Marwencol, il villaggio delle bambole. E se volete studiarvi la vera installazione c’è Welcome to Marwencol, un libro del 2015 firmato dallo stesso Mark Hogancamp con Chris Shellen, pubblicato dalla Princeton Architectural Press.

Magari anche noi avremmo bisogno di “traslocare” nella vostra Marwen personale

 

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