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Rete ospedaliera: chiude il punto nascite di Petralia. Arriva l’ortopedia e la cardiologia, confermata l’UOS di ginecologia

Rete ospedaliera: chiude il punto nascite di Petralia. Arriva l’ortopedia e la cardiologia, confermata l’UOS di ginecologia

La Sicilia ha la sua “Rete Sanitaria”. I ministeri della Salute e dell’Economia hanno fatto “bruciare”, insieme alla paglia umida ed al lattosio, l’ansia dell’assessore Ruggero Razza.
Le scelte del governo Musumeci nella sostanza sono state apprezzate dal governo centrale.
Il presidio sanitario di Petralia Sottana si conferma quindi in “zona disagiata”, Roma ha accettato i reparti “semplici” di Ortopedia, Cardiologia e Ginecologia ma ha bocciato la deroga sul punto nascita.

Le operazioni di “cucitura” ora le dovrà fare la Giunta regionale che entro la prossima settimana approverà definitivamente la nuova Rete – confermando le esigenze di personale medico e sanitario – e passare il filo ad ASP e Ospedali siciliani, chiamati a riscrivere gli atti aziendali a misura delle esigenze, ma nei limiti tracciati dal documento evaso dagli uffici di Lungotevere Riva e Via XX Settembre.
Commissari e Direttori Generali saranno chiamati anche a bandire i concorsi per coprire i vuoti di organico diventati anch’essi un’emergenza.

Secondo l’assessore Razza entro la fine dell’anno dovrebbero esserci nuove assunzioni nel settore della sanità siciliana, tuttavia, bruciata l’ansia, a Razza rimane la preoccupazione di trovare anestesisti che partecipano alle selezioni.

L’altra criticità che l’assessore regionale alla Salute ha sollevato, – a dire il vero lo ribadisce da mesi – che non è di poco conto nonostante si stiano liberando ingenti risorse, è quella contenuta in una norma del 2004. Ovvero, la Regione Siciliana, come le altre Regioni italiane, non dovrà superare il tetto di spesa di quell’anno, diminuito dell’1.15 %.
In Sicilia nel 2004 la spesa del personale, impiegato in sanità, si è attestata in euro 2.346.020.000, Razza, in totale – nuovi assunti compresi – dovrà tenere conto di un “ammanco” di quasi 27 milioni di euro. Non sarà un’impresa facile garantire la copertura dei posti da mettere a concorso, se lo Stato non rivedrà la normativa, figlia di una non corretta programmazione e di un’allegra gestione delle risorse pubbliche.

In cifre ecco cosa accadrà in Sicilia nei prossimi mesi: riduzione dei reparti (U.O.C.) da 839 a 754, in fumo anche 85 primariati.
La Regione verrà suddivisa in quattro aree sanitarie, composte da D.E.A. (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di primo e secondo livello: Catania-Ragusa-Siracusa,  Messina verrà considerata come un’area a se stante, quindi PalermoTrapani e Agrigento-Caltanissetta-Enna.

Riduzioni anche nella sanità privata che interessano strutture superflue ma in sostanza non verranno ridotti posti letto e budget di ogni clinica.

Quindi, Roma ha messo la parola fine al punto nascite di Petralia Sottana, tuttavia, la buona notizia è che ha accettato di non cassare l’Unità Semplice di Ginecologia e Ostetricia, gemellata con il “Cimino” di Termini Imerese.
La decisione ci è stata confermata dall’onorevole Margherita La Rocca, che presiede la Commissione salute, servizi sociali e sanitari dell’ARS e che tanto ha fatto per mantenere questo importante presidio per la salute delle donne madonite.

Resta aperta, in ogni caso, la questione della sicurezza delle partorienti che in condizioni critiche – viabilità invernale compresa – dovranno raggiungere Termini o Nicosia (presidi più vicini ai nove Comuni delle alte Madonie).

L’assessorato alla Salute regionale dovrebbe prevedere la copertura dei costi di soggiorno per due persone, degli ultimi dieci giorni di gestazione (tra la 39esima e 40esima settimana), in una struttura ricettiva di Termini Imerese. Agevolazione prevista per i residenti delle Isole minori.

Risolta la questione economica e/o organizzativa (confidiamo sulla sensibilità dell’assessore Razza) la domanda nasce spontanea.
La donna non trasferibile, potrà partorire – fin da subito – in assoluta sicurezza al “Madonna SS. dell’Alto”? Resterà la figura del pediatra?

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