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Salento, cosa visitare? Itinerario tra paesi e spiagge

Salento, cosa visitare? Itinerario tra paesi e spiagge

È una delle questioni più dibattute tra chi di turismo se ne intende davvero: dove si trova il Salento? Perché si fa in fretta dire che è la parte più meridionale della Puglia, soprattutto da quando, negli ultimi anni, è diventato una delle mete più amate dai turisti di tutto i mondo. Il Salento, infatti, non è solo una splendida terra delimitata da specifici confini, ma è più un’identità culturale cui si è orgogliosi di appartenere; case bianche a picco sul mare, terra rossa che abbraccia ulivi secolari, che a guardarli da lontano sembrano vecchi centenari anchilosati dal tempo, taranta danzata in piazza insieme a sconosciuti, tra un capolavoro barocco e un affaccio sul mare mozzafiato, la Puccia, il Pasticciotto, la Frisella e le Sagne, accompagnati magari da un calice di Negroamaro, e il sole ovunque, a illuminare le albe sull’Adriatico e i tramonti sullo Jonio.Tanto per cominciare l’elenco dellle cose che solo in Salento si possono trovare.
Perché il Salento è la penisola nella penisola, la lingua di terra tra i due mari, il paese dei due sguardi, uno rivolto ad Oriente – le coste dell’Albania si vedono in lontananza – e uno che ritorna verso casa.
Voi capite che non potevo sottrarmi al compito di scrivere una guida su cosa fare e cosa vedere in Salento, perché tra tutti i posti meravigliosi che il mondo sa proporre, questo è uno dei più magici e, sono sicura, vi incanterà.
Partiamo, quindi, alla scoperta del territorio salentino, delle sue spiagge, del suo entroterra e dei sapori della sua tradizione culinaria attraverso un itinerario del Salento imperdibile, che ci porterà a toccare luoghi meravigliosi, diventati ormai ambite mete turistiche per i viaggiatori buongustai di tutto il pianeta.

Il Salento: il territorio

Affrontiamo subito il problema dei confini geografici. Dal punto di vista squisitamente territoriale, il Salento comprende tutta la provincia di Lecce, buona parte della provincia di Brindisi e la parte più orientale del territorio tarantino, lungo una linea ideale, situata lì dove finiscono le Murge, che va da Lizzano, in provincia di Taranto, fino a Carovigno, poco a sud di Ostuni.
Da lì in giù è tutto Salento, anche se i cultori del tema tendono a spostare il confine un po’ più a sud, individuando nella cultura leccese il vero core dell’anima salentina.
Lungi da me cercare di sciogliere questa controversia che dura da decenni, sia chiaro, anche perché, detto fra me e voi, poco importa dove cade l’esatto confine tra il Salento e il resto del mondo, vista la bellezza dei luoghi che ci accingiamo a visitare, e che sono spesso meta di gite domenicali fuori porta in Puglia.
Siamo, difatti, nell’antica Terra d’Otranto o, se volete andare più indietro sulla linea della storia, siamo nell’ancora più antica Calabria Messapica, da sempre terra di dominazioni di popoli stranieri, melting pot culturale di raro fascino, le cui influenze si ritrovano nei piatti tradizionali e nelle tradizioni folcloristiche, da annoverarsi tra gli eventi delle Puglia più caratteristici e suggestivi..

Distese pianeggianti – il rilievo più significativo è quello di Sant’Eleuterio a Parabita, un costone roccioso che sfiora a stento i 200 metri di altezza – di vegetazione rigogliosa, puntellate da filari ordinati di olivi giganteschi, capolavori scolpiti dal tempo e dalla Natura, e di viti robuste; agrumeti, campi coltivati a fichi d’india recintati da antichissimi muretti di pietra a secco e i monumenti megalitici che contraddistinguono il Salento, come i Dolmen, i Menhir e le Specchie; 250 km di costa che si alternano tra spiagge di sabbia quasi impalpabile su cui svettano le numerosissime torri di avvistamento costruite per difendersi dagli attacchi dei pirati, calette rocciose nascoste da fitte pinete verde scuro e grotte che fanno la felicità dell’appassionato di snorkeling più esigente.
Insomma, un’autentica meraviglia.
Pronti a partire?

Le spiagge più belle del Salento

Cominciamo dalle coste. Dire che gli itinerari sul mare in Salento sono infiniti è riduttivo: la quantità e la qualità dell’offerta proposta dalle località balneari della Puglia sono, infatti, rinomate in tutto il mondo ed il Salento rappresenta il fiore all’occhiello di tutta la regione. È pertanto difficile scegliere le migliori spiagge del Salento, perché il rischio è di dover compilare una lista troppo lunga per questo articolo.
Vi rimando, quindi, ai nostri articoli di approfondimento sulle spiagge più belle della costa jonica e quello delle migliori spiagge della costa adriatica, leggendo i quali potrete soddisfare tutte le vostre curiosità, e mi riservo il piacere di indicarvi quello che per me, tra gli itinerari spiagge del Salento, è davvero imperdibile.

Si parte da Oriente, da Roca Vecchia, per l’esattezza, dove si trova la Grotta della Poesia, una delle piscine naturali più belle di tutto il mondo, si prosegue verso sud, in direzione dei laghi Alimini, percorso lungo il quale troviamo prima Torre dell’Orso, con le sue Due Sorelle, gli scogli quasi gemelli diventati uno dei simboli salentini, e il Lido degli Alimini, una delle più belle lingue di spiaggia di tutta la zona, e l’arcinota Baia dei Turchi, immacolata e intatta.
Passata Otranto obbligatorio fermarsi almeno a Porto Badisco e visitare la Grotta dei Cervi, dove, secondo la leggenda, sbarcò Enea in persona in fuga da Troia, e a Santa Cesarea Terme, uno dei più importanti stabilimenti termali della Puglia, dove, nel caso ne sentiste il desiderio, potete prendervi qualche ora di relax in una delle superbe piscine con affaccio sul mare,
Eleggendo come nostra prossima meta Santa Maria di Leuca, nota perché qui il Mar Adriatico e il Mar Jonio si abbracciano in un trionfo di blu, spendiamo l’ultima tappa alla Baia del Ciolo, una cristallina insenatura sormontata da alte barriere rocciose, amatissima dagli appassionati di tuffi.

Cambiamo mare e direzione cardinale, dirigendoci verso nord-ovest, dritto verso Gallipoli, altra perla salentina; lungo i 46 chilometri che dividono le due cittadine, mete obbligatorie, anche solo per una fotografia, sono Torre Vado, sabbia finissima e una delle più belle torri di avvistamento della costa, Pescoluse, che si è guadagnata l’appellativo di Maldive del Salento, tanto per farvi venire l’acquolina in bocca, e Torre Mozza, una delle più belle spiagge di questo tratto di costa.
C’è poi il tratto di mare che orna scenograficamente il territorio della bella Καλή Πόλις – la “città bella” -, ossia Gallipoli, dove troviamo la selvaggia Posto Rosso, ideale per chi ama la Natura intatta, il Lido di Punta Suina, con le sua acque caraibiche, e Baia Verde, altra big locale.
Dai su, ci manca più solo l’ultimo tratto, quello che si arrampica verso Taranto…pronti? Si parte con la Baia di Porto Selvaggio, promontorio verde, ricoperto da una lussureggiante pineta che termina poco prima delle splendide acque antistanti la costa, ideale per i turisti un po’ wild, e si prosegue con Sant’Isidoro, Porto Cesareo, Torre Lapillo, Lido degli Angeli e Punta Prosciutto – per i puristi uno dei vertici storici del vero Salento -, dove, ve lo garantisco, la sabbia sembra borotalco, il mare se la gioca con le gradazioni cromatiche che vanno dal turchese al verde smeraldo, le dune si alzano fino a sei-sette metri di altezza e un tripudio di profumi – lentisco, rosmarino, salvia, ginepro e timo – si leva dalla macchia mediterranea che cresce allegra un po’ ovunque.

Il Salento in tavola

Ora che abbiamo assaporato le bellezze che ci propone la costa ci prepariamo a partire per un itinerario per visitare il Salento anche nel suo esiguo entroterra, scrigno di capolavori artistici che neanche vi immaginate.
Prima, però, voglio regalarvi un piccolo excursus nella tradizione gastronomica locale, perché tanto lo so che mentre si viaggia vien fame e desidero tranquillizzarvi: ciò che troverete sulle tavole imbandite vi stordirà dalla bontà. Non opponete resistenza e tutto andrà per il meglio.

Cominciamo con la colazione. Signori e Signore vi presento Sua Maestà il Pasticciotto, pasciuto involucro di deliziosa pasta frolla ripiena di succulenta crema pasticcera…se visitate il Salento senza assaggiare almeno un pasticciotto non lo raccontate in giro, mi raccomando. Non vi piace la crema pasticcera? Tranquilli, lo potete trovare anche ripieno di marmellata, mandorle o pistacchio. Non avete scampo. Ah, se siete soliti fare la colazione con il caffè, chiedete al barista di prepararvi un Caffè Salentino: caffè espresso, ghiaccio e latte di mandorle. Delizioso.
Altro? Anche no.

Pranzo o cena per gli appassionati di piatti di mare. Per veri appassionati, però, perché in Salento il pesce si mangia anche crudo, come i Gamberetti Viola di Gallipoli o i Ricci di Mare di Otranto, considerati delle vere prelibatezze da intenditore. Linguine e Cavatelli con frutti di mare, la Simulata di Cozze, U’ Purpu alla Pignata, la Scapece Gallipolina e le Seppie Ripiene sono le specialità che vi consiglio, invece, come prosieguo. Nel calice? Un Salice Salentino Bianco, delicato e gradevolmente fruttato.

Pranzo e cena per gli appassionati di piatti di terra. Un trionfo per il palato. Tanto per cominciare tutti i prodotti della terra, melanzane, pomodori, zucchine, peperoni, olive, vengono fritti, messi in agrodolce, arrostiti e chi più ne ha più ne metta. Potete mangiarne a volontà come antipasto, mentre aspettate piatti come i Ciciri e Tria, pasta e ceci, le Fae Nette e Foje, fave e cicorie, le Municeddhe, piccole lumache dal guscio marrone che vengono cucinate con cipolle, sugo e peproncino, gli Gnommareddhi, succulenti bocconcini di interiora di agnello alla griglia, Pezzetti di Cavallo, la Pitta di Patate, le Rape ‘Nfucate e i gustosissimi Panzerotti, crocchette di patate a forma di sigaro aromatizzate con foglie di menta. Primitivo di Manduria, Aleatico di Puglia DOC e Negramaro per annaffiare le ugole, anche perché l’acqua non basta per accompagnare sapori tanti intensi.

Pucce, Friselle C. Un capitolo a parte va dedicato ai carboidrati, vere bombe ipercaloriche che conquistano i ghiottoni di ogni età: le Pittule, palline di pasta di pane fritte, il Rustico Leccese, dischi di pasta sfoglia ripiena di mozzarella, besciamella e noce moscata, i Taralli e le Friselle – devo veramente dirvi cosa sono? -, la Puccia con le Olive e l’Uliata, panini di grano duro conditi con diversi ingredienti.
Avete preso la forchetta? Allora partiamo.

Itinerario in 6 tappe da Lecce a Porto Cesareo
Tra Lecce e Porto Cesareo ci sono, in linea d’aria, solo una trentina di chilometri, ma noi ne faremo molti di più per compiere il nostro itinerario. I paesi da visitare nel Salento che ho scelto per voi ci porteranno, infatti, a spasso lungo la punta più estrema del Tacco d’Italia.

Primo giorno: Lecce

Si parte dalla “Firenze del Sud”, anche se forse il celebre appellativo non rende giustizia alla perla barocca della Puglia. Per carità, non che il paragone con la capitale del Rinascimento non sia abbastanza prestigioso, ma potrebbe essere fuorviante, perché non c’è altra città in Italia che possa vantare un patrimonio artistico barocco di così alta qualità.
Lecce è, inoltre, sicuramente nella top five della lista di cosa vedere in Salento in inverno: la sua bellezza, infatti, non è direttamente legata alla fama delle sue non lontane coste, ma piuttosto ai capolavori artistici che custodisce e alla frizzante vita notturna che offre in qualsiasi stagione. Si rivela, quindi, meta perfetta quando si è alla ricerca di dove alloggiare in Salento, perché la sua posizione geografica risulta particolarmente indicata per raggiungere tutte le principali destinazioni della regione.

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