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Sciopero delle donne: la Svizzera è in fermento!

Sciopero delle donne: la Svizzera è in fermento!

Lo sciopero delle donne è entrato nel vivo. Finora moltissime donne hanno organizzato un’ampia gamma di azioni di sciopero nelle aziende e nelle strade, facendo del 14 giugno una giornata storica. È impressionante! Oggi le donne inviano un messaggio potente: dobbiamo accelerare la realizzazione della parità. C’è bisogno di rispetto, più salario e più tempo.

In tutta la Svizzera si svolgono scioperi, pause-sciopero e pause pranzo prolungate e un numero incredibile di azioni. Tutte queste iniziative hanno un fattore in comune: le donne chiedono in coro riconoscimento, stima e più salario. Questo vale ad esempio nella storica Vallée de Joux, nel cuore dell’industria orologiera svizzera, da cui era partito lo sciopero delle donne del 1991. Qui oggi oltre 500 donne hanno organizzato una pausa pranzo prolungata rivendicando più rispetto e più tempo.

Nel centro storico di Berna 500 commesse hanno interrotto il loro lavoro alle 11 e dimostrato nella Marktgasse per un maggiore riconoscimento del loro lavoro, retribuzioni più elevate e orari di apertura dei negozi che consentano di conciliare la vita professionale e privata. Walk-outs e pause prolungate hanno avuto luogo anche a Le Locle, presso il Gruppo Swatch Nivarox. Uno sciopero al mattino presto è stato organizzato dalle donne di una ditta di pulizie di Lucerna: si sono opposte con successo al loro datore di lavoro mettendo fine al lavoro gratuito e al tempo di viaggio non remunerato. Questi esempi dimostrano che le donne sono coraggiose ed esigono con determinazione che la discriminazione di cui sono vittime venga finalmente e immediatamente fermata.

Basta parole! Esigiamo rispetto, più salario e più tempo!

La forte risonanza e la grande mobilitazione dimostrano che il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro è urgente e necessario: la parità di genere è una delle questioni sociali più pressanti della Svizzera. L’odierno sciopero delle donne lo dimostra con estrema chiarezza. Questo 14 giugno dimostra anche che le rivendicazioni delle donne godono di un ampio sostegno e consenso. Le donne sono stufe della lentezza con cui avanza la parità ed esigono misure concrete. 

Unia chiede

salari minimi di almeno 4000 franchi in tutto il Paese e aumento sostanziale dei salari più bassi nelle cosiddette professioni femminili (ramo delle cure, commercio al dettaglio, pulizie, orologeria, industria alberghiera e della ristorazione, parrucchieri); basta con la discriminazione salariale: controlli e possibilità di sanzione per le aziende inadempienti; contratti collettivi di lavoro capillari soprattutto nelle cosiddette «professioni femminili» (p.es. commercio al dettaglio, ramo delle cure); rendite decenti, sufficienti a coprire il minimo vitale e innalzamento dell’età di pensionamento; otto settimane di congedo paternità, congedo maternità di 18 settimane e congedo parentale di almeno 24 settimane; orari di lavoro più corti, messa al bando del lavoro su chiamata e della reperibilità permanente; congedi sufficienti ad assistere familiari; asili nido e scuole diurne finanziate con fondi pubblici.

I datori di lavoro hanno l’opportunità di passare ai fatti già in autunno: è tempo che i salari femminili aumentino!

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