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Sconti su donne e bambini, così i trafficanti vendono i viaggi per i migranti su Facebook e Instagram

Sconti su donne e bambini, così i trafficanti vendono i viaggi per i migranti su Facebook e Instagram

Il tariffario è molto variabile. Per i viaggi su “yacht turistici” dalla Turchia ad Atene, il costo è di 2.200 euro. Per il viaggio via terra da Istanbul, con due ore di cammino, si scende a 1.700 euro. Per un viaggio aereo, con documenti falsi, da Atene alla Germania si chiedono 2.500 euro. Con 3.500 euro, i trafficanti assicurano anche un posto dove dormire. Per i viaggi più lunghi, dalla Turchia all’Italia, su una “barca commerciale”, come quelle che trasportano grano o altri prodotti, si chiedono 3.800 euro. Ma c’è anche la possibilità di un aereo dalla Turchia verso i Paesi europei a 6.500 euro.

Negli annunci delle offerte, vengono descritte le caratteristiche delle imbarcazioni, con tanto di lunghezza e capienza. E ci sono anche gli sconti: il viaggio dalla Libia all’Italia può costare dai mille ai 4mila euro, ma «le madri con i bambini hanno sempre un prezzo scontato, 1.700-2000 euro. Una persona che ne porta almeno altre cinque o sette può addirittura viaggiare gratis», dicono i trafficanti. Ci sono le promozioni per gli anziani, i minori sotto una certa età e i “pacchetti famiglia”. Come una qualsiasi agenzia di viaggio.

È così che, chiudendo gli accessi regolari, il mercato dell’immigrazione illegale è finito nelle mani di organizzazioni criminali esperte e sempre in evoluzione. «La domanda di emigrazione esiste», spiega Gabriele Baratto. «Se non c’è offerta legale, se ne appropriano le organizzazioni criminali, come avviene in qualsiasi altro mercato». E come ogni business, ognuno ha la sua reputazione. «La professionalità di un trafficante e del suo network è dimostrata dal successo dei suoi viaggi», scrive il gruppo di ricercatori di Trento. «E questo accresce la fama e la reputazione tra i potenziali clienti lungo le rotte».

L’Italia, si sa, non è solo Paese di approdo. Nelle intenzioni di molti migranti, è soprattutto un Paese di passaggio per viaggi che poi continuano verso il Nord Europa. Una volta arrivati sulle nostre coste, c’è anche chi si occupa del “pacchetto completo” per attraversare il confine. E a volte sono coinvolti anche trafficanti di nazionalità italiana.

Se accedere ai profili Facebook è molto semplice, le indagini delle forze dell’ordine, in compenso, si dimostrano molto deboli. «Una volta individuato uno di questi profili», dice Baratto, «gli agenti necessitano di una forte collaborazione internazionale per arrivare a chi lo gestisce. Cosa difficilissima. Anche perché questi criminali si muovono con estrema velocità». Nello “scolapasta” europeo, insomma, tappare i buchi sembra quasi una missione impossibile. E finché l’unico modo per arrivare in Europa saranno le rotte illegali, a vincere saranno le “agenzie di viaggio” multinazionali dei trafficanti.

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