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Se cominciamo dall'infanzia - comune

Se cominciamo dall’infanzia – comune

 

di Rosaria Gasparro

Se incominciamo dall’infanzia a non dire alle bambine che devono essere brave e belle, che devono ubbidire e compiacere, se non ci curiamo di renderle subito seduttive e attraenti, vestite di nero e pelliccia, con calze a rete già alle elementari, educate e conformi alla moda e al consumo, disposte a farsi e a disfarsi secondo il gusto del momento, palestra dieta unghie da tigre, bocca a papera o faccia a passero per la cura del selfie quotidiano e nessuna cura del sè.

Se a al contrario le facciamo crescere libere di cercare la loro forma, il loro canone inverso, estetico ed etico, il loro lessico, la loro visione del mondo, libere nel linguaggio del corpo e nel pensiero, ribelli e disubbidienti alle imposizioni che le rendono deboli, sottomesse, cornici di altri, replicanti in rosa arrese alle mille forme di potere e sudditanza, vittima troia principessa, capaci invece di credere in se stesse, di proporsi non come oggetto del desiderio ma come soggetti desideranti e creativi senza il dogma di dover piacere e di dover conquistare, di dover dimostrare più dei maschi il proprio valore. Senza pensarsi bisognose di protezione e di essere baciate o toccate mentre si dorme, nelle fiabe o su un aereo, da un fantomatico principe azzurro o da un senatore.

Se investiamo sulla decostruzione dell’immaginario e smontiamo un pezzo di sessismo per volta, quello che abita innanzitutto noi donne fin dall’infanzia, che ci mette una contro l’altra in casa, in carriera, in ufficio, a scuola, in chiesa, per avere i favori di un capo, per entrare nelle grazie di un qualsiasi marginale potere. L’ode francese alle molestie contro le donne in nero del metoo.

Se si incomincia da bambine a piacere a se stesse per le scoperte, per le cose che si riescono a fare, per i pericoli che si imparano ad affrontare, per le conquiste e le sconfitte che si imparano a integrare nella normalità, se si elabora una vicinanza con l’esistente, una parentela con la natura, gli animali e gli esseri umani, un modo tenero senza dominio, senza ansia di prestazione e timore del giudizio, un modo dolce per abitare il mondo e un dialogare profondo, magari ce la facciamo ad aiutare anche gli uomini di casa, i colleghi, gli amici, i capi, a decostruire se stessi, a liberarsi dal sessismo che li infligge, dal modello del predatore, dall’ossessione di prendere e possedere, dalla presunzione di genere. Perché tutti gli uomini sono stati bambini ed hanno avuto una madre e un padre che dovevano insegnare loro da subito a saper portare nel mondo la loro domanda d’amore. A sapere la differenza che c’è tra corteggiare e molestare, tra forza e violenza, tra desiderio e abuso, tra avance e consenso. A non crescere narcisi dell’eros e del potere.

 

Rosaria Gasparro, maestra, è tra le principali animatrici di Attacco poetico, bizzarra comunità di San Michele Salentino (Brindisi). Ha aderito alla campagna Un mondo nuovo comincia da qui. Altri suoi articoli sono qui.

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