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Simulazione prima prova 26 marzo tema attualità 1: Sì, viaggiare

Simulazione prima prova 26 marzo tema attualità 1: Sì, viaggiare

Oggi martedì 26 marzo si è svolta la seconda simulazione nazionale di prima prova scritta di italiano.
Per aiutare i maturandi a prepararsi ad affrontare lo scritto di italiano di oggi e del fatidico 19 giugno.
Noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 26 marzo.

Simulazione di prima prova Maturità 2019, tema di attualità svolto sul viaggio e il racconto: soluzione
Qui di seguito la soluzione del tema di attualità sulla fragilità svolto dai nostri tutor.
se cerchi la traccia del tema di attualità seconda simulazione prima prova scritta maturità.
Di seguito troverete il nostro elaborato di prima prova della tipologia B.

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019
TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio tipologia C – Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità – Tim Parks, Sì, viaggiare (con libri e scrittori), articolo tratto dal numero 1599 del Corriere della Sera 7 del 3 gennaio 2019, pp. 65-71.
Soluzione a cura di
Luana Pisano
Insegnante di Italiano su Skuola.net Ripetizioni

L’invenzione delle ferrovie, come è noto, comportò un aumento delle vendite dei libri. Oltre a chiacchierare e a guardare dal finestrino, cos’altro c’era da fare in un lungo viaggio se non leggere? Fu leggendo in treno che Anna Karenina capì di voler cambiare vita. […] Ma con elenchi e aneddoti potremmo continuare all’infinito. Vorrei invece andare oltre, sostenendo che esiste una profonda affinità tra libri e mezzi di trasporto, come vi è un’evidente analogia tra racconto e viaggio. Entrambi vanno da qualche parte; entrambi ci offrono una via di fuga dalla routine e la possibilità di un incontro inaspettato, luoghi nuovi, nuovi stati mentali. Ma senza rischiare troppo. Sorvoli il deserto, lo percorri, ma non sei costretto a farne esperienza diretta. È un’avventura circoscritta. Lo stesso vale per il libro: un romanzo può essere scioccante o enigmatico, noioso o compulsivo, ma difficilmente causerà grossi danni. Mescolandosi poi con stranieri di ogni classe e clima, il viaggiatore acquisirà una più acuta consapevolezza di sé e della fragilità del proprio io. Quanto siamo diversi quando parliamo con persone diverse? Quanto sarebbe diversa la nostra vita se ci aprissimo a loro. “Cosa sono io?”, chiede Anna Karenina guardando i passeggeri del suo treno per San Pietroburgo. […] Perché l’intento segreto dello scrittore è sempre quello di scuotere l’identità del lettore attraverso le vicissitudini dei personaggi, che spesso, come abbiamo visto, si trovano in viaggio. […]

Tim Parks, Sì, viaggiare (con libri e scrittori), articolo tratto dal numero 1599 del Corriere della Sera 7 del 3 gennaio 2019, pp. 65-71.

La citazione proposta, tratta dall’articolo dello scrittore e giornalista Tim Parks, presenta una riflessione sui temi del racconto e del viaggio, che offrono una fuga dalla routine e la possibilità di incontri inaspettati, nuovi luoghi e nuovi punti di vista, facendo vivere al lettore tante avventure, senza essere costretto a farne esperienza diretta. Rifletti su queste tematiche del racconto e del viaggio e confrontati anche in maniera critica con la tesi espressa nell’estratto, facendo riferimento alle tue conoscenze, alle tue esperienze personali, alla tua sensibilità. Puoi articolare la struttura della tua riflessione in paragrafi opportunamente titolati e presentare la trattazione con un titolo complessivo che ne esprima in una sintesi coerente il contenuto.

Produzione:
Soluzione a cura di
Luana Pisano
Titolo: Perché leggere è un po’ come viaggiare

La lettura come viaggio inaspettato
Esiste un solo modo per evadere dalla realtà? Quando si pensa all’evasione dalla quotidianità il primo pensiero è sicuramente rivolto a un viaggio. È nota ai più la sensazione di liberazione e di spensieratezza che si prova nel preparare la valigia per un viaggio, breve o lungo che sia. Ma se ci fermassimo un attimo a pensare salterebbero fuori miliardi di modi per fuggire dai problemi quotidiani, tra i più diffusi vi sono sicuramente questi: ascoltare musica, fare delle lunghe passeggiate, guardare un film e, infine, leggere un libro. La lettura di un buon libro può davvero aiutare ad allontanare i cattivi pensieri? Questa domanda può, e anzi deve, essere rivolta a tutti, sia agli appassionati e ai divoratori di libri che ai più restii; è solo attraverso il confronto con persone diverse che si può davvero capire se lo scrittore ha raggiunto gli obbiettivi, o forse il suo unico obbiettivo, infatti, secondo Tim Parks “l’intento segreto dello scrittore è sempre quello di scuotere l’identità del lettore attraverso le vicissitudini dei personaggi”.

Sant’Agostino scriveva che «Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina». Noi, a distanza di secoli, non possiamo che concordare con le parole del Santo, infatti, la correlazione che intercorre tra questi due aspetti, il viaggio e la lettura, è estremamente attuale. Quanti poeti, scrittori, pittori e musicisti hanno trattato questa tematica? Fare una rassegna pare qualcosa di impossibile per la mole del materiale esistente, ma non sembra scontato citare almeno Lucio Battisti, uno dei grandi pilastri della musica italiana, che con ‘Si, viaggiare’ ha accompagnato moltissime generazioni di italiani, e non solo, verso una costante ricerca di se stessi attraverso il viaggio, sia materiale che metaforico, ossia attraverso una vita vissuta al massimo.

Due letture possibili del rapporto tra viaggio e racconto
Il legame tra i due aspetti presi in considerazione può essere affrontato da diversi punti di vista. In primo luogo va ricordata la letteratura di viaggio, ossia quel genere che nasce ufficialmente nel ‘300 e comprende opere di descrizioni e luoghi visitati dall’autore. Innanzitutto va precisato che il primo vero e proprio reportage di viaggio, contenente anche descrizioni di popoli, usanze, regioni e aspetti etno-geografici, è sicuramente il Milione, che Marco Polo dettò a Rustichello da Pisa per descrivere minuziosamente il suo lungo viaggio in Oriente. Naturalmente non si tratta del primo racconto di un viaggio (basterà citare l’emblema di tutti i viaggi, quello di Dante nell’al di là, nel luogo eterno per eccellenza) ma del primo con le caratteristiche sopra esposte. A partire dal Trecento si è quindi diffusa questa letteratura, ricca di descrizioni paesaggistiche, naturali e culturali, e ricca quindi di emozioni. Per sintetizzare questo primo legame si potrebbe dire che si tratta di una sorta di viaggio turistico in versione tascabile!

Ma, oltre ai libri che parlano esplicitamente di viaggi, esiste una seconda possibilità di lettura. Come non ricordare i libri che permettono al lettore di intraprendere un viaggio nuovo e tutto particolare? Le peculiarità di questo sono date dal fatto che iniziamo una vacanza stando comodamente nel luogo in cui ci troviamo nel momento in cui prendiamo in mano questo oggetto dai poteri magici: a casa, sul divano o sul letto, sulla poltrona, poggiato sulla scrivania o in giardino, ma anche in treno, in aereo o in pullman.
Proust scriveva che “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso” e probabilmente è per questo motivo che Anna Karenina capì di voler cambiare vita proprio durante una lettura in treno. Secondo Parks viaggio e racconto “vanno da qualche parte”, portano in un luogo diverso da quello in cui si trova il viaggiatore o il lettore all’inizio del percorso, “entrambi ci offrono una via di fuga dalla routine e la possibilità di un incontro inaspettato, luoghi nuovi, nuovi stati mentali”.
Leggere pagine di libri non significa solo conoscere nuovi personaggi, nuove culture e lingue, ma anche immedesimarci in un mondo che non è il nostro, che non è quello nel quale ci troviamo. A tal proposito, è celebre il pensiero di Eco, diventato una massima nota e diffusa: “«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.
Vivere una vita diversa dalla propria non è magia, è qualcosa di possibile, basta intraprendere un buon viaggio, leggere un buon libro o ancora meglio conciliare i due elementi e leggere alcune pagine che ci permettono di intraprendere un percorso di vita nuovo che, con un’espressione ossimorica può essere definito un viaggio immaginario nel reale.
E a questo punto ci si può chiedere: esiste qualcosa di meglio del vivere sempre nuove esperienze attraverso la lettura? Ogni libro che leggiamo, ogni vita che viviamo, ogni paese che visitiamo è un passo in avanti verso la conoscenza di noi stessi, ma anche verso la conoscenza del mondo.
Maturità 2019: novità delle simulazioni
L’analisi del testo corrisponde alla tipologia A e prevede la lettura di un brano a cui segue una breve sintesi dell’autore (spesso del ‘900), proprio per agevolare la comprensione degli argomenti citati nel brano. Per verificare quindi l’assimilazione dei concetti chiave, agli studenti è richiesta per prima cosa la stesura di un breve riassunto su ciò che stato letto.
Per sviluppare l’analisi del testo è necessario poi rispondere ad alcune domande sia sul contenuto che sullo stile ed infine di redigere un testo che elabori i contenuti del brano facendo riferimento alla storia e alla cultura di cui è intriso.
Per ciò che riguarda la tipologia B, il testo argomentativo, prevede una parte di analisi (con domande volte a verificare l’assimilazione dei contenuti e delle scelte stilistiche), e una di commento in cui si devono argomentare appunto le proprie riflessioni sulla base non solo delle conoscenze scolastiche acquisite, ma anche di quelle extrascolastiche (letture di libri e giornali, film ecc), in cui è possibile quindi fare riferimento alla propria esperienza.
Come indicato da Serianni, il testo argomentativo non si risolve più nella banale contrapposizione tra una tesi e un’antitesi ma richiede una capacità di armonizzare i collegamenti fra più saperi e conoscenze, mantenendo sempre una coerenza nei contenuti e una coesione nelle forme.
La tipologia C infine è quella propria del tema di attualità, anch’esso di carattere espositivo-argomentativo.
Dopo un titolo iniziale di apertura, lo svolgimento del tema è scandito da una suddivisione in paragrafi titolati. Ancora una volta è necessaria una coerenza di insieme e una logica consequenziale nella successione dei paragrafi e nello sviluppo complessivo del lavoro.
È questa la traccia che si avvicina quindi a tutti quei temi che scuotono maggiormente la nostra società contemporanea come l’immigrazione e la disoccupazione; ciò non esclude affatto la possibilità di altri tipi di tematiche pur sempre attuali ma più introspettive e riflessive come ad esempio la percezione di sé e degli altri, la libertà o, come è accaduto per la simulazione di dicembre su “L’utopia del tempo libero”.
Maturità 2019: novità della prima prova di italiano
Uno dei motivi che contribuisce a destare preoccupazione per la Maturità 2019 è proprio il suo carattere di novità e di riforme per le prove che ne sono alla base. Per ciò che riguarda il tema di italiano infatti, se da una parte il tempo massimo previsto per lo svolgimento rimane fisso a 6 ore, invece l’assetto delle tracce subisce dei cambiamenti.
L’era del tema storico, del saggio breve e dell’articolo di giornale è finita per lasciare il posto a ben sette tracce suddivise in tre tipologie:
• 2 tracce di analisi del testo(Tipologia A);
• 3 tracce di testo argomentativo(Tipologia B);
• 2 tracce per il tema di attualità(Tipologia C).

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