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#Trashtag challenge: come ti ripulisco la spiaggia e partecipo ad una sfida social

#Trashtag challenge: come ti ripulisco la spiaggia e partecipo ad una sfida social

L’hashtag #trashtag su Instagram, mentre scriviamo, raccoglie 29.663 post da parte di chi, armato di spirito ambientale e buona volontà si è munito di sacchi e ramazza e si è dedicato alla pulizia di un’area mostrando gli scatti del prima e del dopo.
Una sfida social per avere un impatto positivo sull’ambiente.

L’idea sembra aver avuto origine da Byron Román, 53 anni, di Phoenix in Arizona, che ha postato i due scatti del before e after con l’aggiunta del testo “Ecco una bella sfida per voi ragazzi annoiati”.
In realtà l’hashtag gira in rete già dal 2015, quando l’invito fu lanciato dalla compagnia di illuminazione per esterni di Seattle Uco Gear.
L’hashtag al momento è usato più dagli stranieri, soprattutto americani. E specie negli ultimi giorni, impazza nel web.

Nadia Sarkes, studentessa inglese di 13 anni, si alza un’ora prima ogni mattina, inforca la bici e infila nel cestino tutta l’immondizia che trova lungo il tragitto. La chiamano trash girl.



Anche l’Italia può partecipare alla #trashtag challenge.

Abbiamo voluto fare qualche ricerca, per vedere come il Belpaese sta rispondendo a questa sfida social e utile a colpi di green blitz e hashtag social.

A Venezia Gondolieri sub, armati di maschera e bombole, si adoperano per liberare il canale dai rifiuti, specie dai pneumatici usati come parabordi. L’hashtag non c’è. Ma per noi ottiene comunque un posto d’onore nella gara.

I sub sono coinvolti in molte regioni d’Italia, come a Lampedusa, dove, sopra, sono state messe al bando le plastiche monouso e non biodegradabili e si fanno interventi in superficie, mentre, sotto, i centri diving della zona, insieme ad alcuni volontari sommozzatori dell’isola, si sono occupati della pulizia in profondità.

I pescherecci di Anzio, Roma, volontariamente si sono riuniti in un lavoro di squadra per liberare il mare da quella plastica che è un’insidia per i pesci e per l’ambiente in todo.

Puliamo le spiagge è il progetto a sostegno di Legambiente, voluto da Procter and Gamble e Carrefour Italia che focalizza l’attenzione sulla sensibilizzazione all’inquinamento del mare e che lo scorso anno ha visto la fase operativa tramutarsi nella pulizia di 20 spiagge.

Fortunatamente le spiagge sono spesso oggetto di interventi da parte di scuole, amministrazioni comunali, bagnini capaci di coinvolgere bagnanti operosi, gruppi collegati alla sfera del mare, come velisti, sup, surfisti, sub e  non è insolito vedere nei social volantini e foto legati ad iniziative locali.

Let’s do it! Italy è la delegazione italiana di Let’s do It! World ed opera con l’obiettivo di ripulire il mondo dai rifiuti.
Sostiene le iniziative volte a combattere i cambiamenti climatici, fra cui lo sciopero mondiale per il clima del 15 marzo. Da parte loro il 21 settembre promuovono il World Cleanup Day, quello che definiscono il più grande evento #trashtag dell’anno.

A sostegno di tanta manodopera, ci sono le buone idee.
Come questa.

Una rete che cattura la plastica dal drenaggio e le impedisce di riversarsi in mare.
Un’idea semplice, partita dall’Australia.
Tra i molti altri progetti e idee in campo, anche una diga sperimentale che raccoglie la plastica, di tecnologia italiana e già posata sul fiume Po.

World Waste Plattaform è il più grande database dei rifiuti illegali presente nel mondo, la
Si può contribuire a questo censimento che aiuta a comprendere la vastità del fenomeno ed anche capire dove è più urgente intervenire, mappando i rifiuti con le applicazioni World Cleanup Day App e Trashout.


Quindi, per chi vuole, ecco un memo con le principali azioni da compiere:
1 – mappare i rifiuti tramite App
2- condividere con gli amici la voglia di fare qualcosa e coinvolgerli
3 – organizzare l’azione di clean up
4 – fare le foto del prima e dopo
5 – pubblicare inserendo #trashtag

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