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Vaccino antinfluenzale: perché va fatto anche in gravidanza

Vaccino antinfluenzale: perché va fatto anche in gravidanza

La vaccinazione antinfluenzale, per cui scatta in questi giorni l’ora “X”, è raccomandata anche in gravidanza. Ma quando si parla di vaccini e pancione i dubbi sono ancora molti. In realtà, come è emerso nel corso del 2° Congresso Waidid (Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici) che si è svolto a Milano il 18 ottobre, durante i nove mesi sono controindicati i vaccini vivi attenuati, come quelli contro il morbillo o la rosolia, mentre possono essere somministrati senza problemi quelli cosiddetti inattivi a base di proteine. In particolare, come ha sottolineato anche Tina Tan, professore di pediatria presso la Northwestern University di Chicago che ha riportato l’esperienza statunitense, due sono quelli assolutamente consigliati per la salute della mamma e del nascituro.

Il vaccino contro la pertosse

Serve soprattutto a proteggere il neonato da 0 a 3 mesi, ossia nell’interregno tra il parto e la prima vaccinazione. Ancora oggi, nel mondo, la malattia causa la morte di 1 neonato su 1.000. Ed è riemergente anche nel progredito Occidente, perché i nuovi e più sicuri vaccini acellulari, introdotti negli ultimi due decenni, non offrono una protezione di lunga durata ma solo per un periodo che va dai 4 ai 10 anni. Quindi, anche in Paesi dove la copertura vaccinale è buona, i giovani adulti che non si sottopongono a richiami periodici (in adolescenza e poi ogni dieci anni), possono contrarre la pertosse e farla circolare.

Attualmente il vaccino antipertosse si trova solo in combinazione con quelli contro difterite e tetano (dTap). Il momento ideale per la somministrazione, per una più efficace protezione del piccolo da parte degli anticorpi materni, è tra la 27esima e la 36esima settimana di gestazione. Andrebbe ripetuto a ogni gravidanza (gli anticorpi che passano la placenta durano pochi mesi) e effettuato anche se la futura mamma ha già contratto la pertosse: neanche in questo caso, infatti, si ha un’immunità a vita.

Il vaccino contro l’influenza

Non si tratta affatto di una malattia banale né per la mamma né per il bambino piccolissimo. Contratta in gravidanza, può portare a complicazioni respiratorie serie e risultare addirittura fatale, specialmente durante il secondo e terzo trimestre e nel primo mese dopo il parto. Ma l’antinfluenzale è anche l’unico strumento di prevenzione per proteggere i lattanti nei primi sei mesi di vita, quando è più alto il rischio di gravi complicanze in caso di malattia. La vaccinazione materna passa invece loro preziosi anticorpi attraverso la placenta. Si può effettuare in qualsiasi fase della gestazione

«Sarebbe auspicabile una più capillare opera di informazione e formazione degli operatori sanitari, in modo che queste vaccinazioni, raccomandate dal Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale, venissero proposte e caldeggiate alle donne incinte», conclude Susanna Esposito, presidente Waidid e ordinario di pediatria presso l’Università di Perugia. «Così come una formulazione del vaccino antipertosse monovalente, che faciliterebbe probabilmente le cose».

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