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Vescovi Usa: riforma immigrazione di Trump è contro la famiglia

Vescovi Usa: riforma immigrazione di Trump è contro la famiglia

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

Un sistema a punti dove si favoriscono gli immigrati qualificati e finanziariamente autosufficienti, capaci di parlare o imparare l’inglese e che hanno dimostrato conoscenza di educazione civica attraverso il superamento di un esame. Questo il nucleo del piano di riforma dell’immigrazione legale annunciato il 16 maggio alla Casa Bianca da Donald Trump. “Dobbiamo attuare un sistema di immigrazione che consenta ai nostri cittadini di prosperare per le generazioni a venire”, ha detto Presidente Usa, definendo la sua proposta un “piano di sicurezza basato sul merito”. Esclusi dalla riforma i Dreamers, i migranti arrivati negli Stati Uniti irregolarmente da bambini, il cui stato di permanenza nel Paese resta sospeso.

Famiglie fondamento del sistema di immigrazione negli Usa

Tiepido il giudizio dei vescovi secondo i quali la riforma penalizza le famiglie. “Pur apprezzando che il Presidente sta cercando di affrontare i problemi del nostro sistema di immigrazione, ci opponiamo alle proposte che cercano di ridurre l’immigrazione basata sulla famiglia e creare un sistema di immigrazione in gran parte basato sul merito”, afferma in una nota il presidente della Conferenza episcopale, card. Daniel DiNardo. “Le famiglie sono il fondamento della nostra fede, della nostra società, della nostra storia e del nostro sistema di immigrazione. Come nota Papa Francesco: ‘La famiglia è il luogo in cui siamo formati come persone. Ogni famiglia è un mattone che costruisce la società’”.

Dreamers e i beneficiari di protezione temporanea

I vescovi sono inoltre preoccupati per la sorte dei Dreamers e dei beneficiari dello Status di protezione temporanea (Tps) per i quali la riforma non prevede un percorso verso la cittadinanza “per assicurare la loro piena integrazione nella vita della società americana”.

Necessaria una riforma dell’immigrazione umana e globale

La sicurezza delle nostre frontiere e la garanzia della nostra sicurezza – ammoniscono i presuli statunitensi – non sarà raggiunto accrescendo la miseria umana e limitando l’accesso a una protezione legale nel tentativo di scoraggiare famiglie e bambini vulnerabili che chiedono asilo. Dobbiamo affrontare le cause profonde della migrazione e cercare soluzioni umane e pragmatiche”. Di qui in conclusione il rinnovato appello ai legislatori “a mettere da parte le differenze e ad impegnarsi in azioni significative per una riforma dell’immigrazione umana e globale”.

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